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Lamezia Terme - Cambiano le modalità di coltivazione della marijuana per arginare i continui controlli da parte delle forze dell’ordine. E’ emerso anche questo nel corso della conferenza stampa indetta stamane per spiegare i dettagli dell’operazione, “Pollice verde” portata a termine dagli agenti del Commissariato di Polizia di Lamezia Terme, e che ha portato alla scoperta di due piantagioni di marijuana nel territorio di San Pietro a Maida e all’arresto di due persone, Massimo Scicchitano, 41enne di San Pietro a Maida, e Rocco Condoluci, 56enne di Polistena. 

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“Queste operazioni si ripetono ciclicamente ogni estate e sono frutto di un lavoro incessante”, ha esordito così il primo dirigente del Commissariato di Lamezia, Antonio Borelli, spiegando i dettagli dell’operazione. “La difficoltà nel trovare le piantagioni, sta nella nuova modalità di coltivazione” ha poi aggiunto, spiegando che, ormai, proprio per evitare i continui controlli degli elicotteri che permettono l’individuazione delle piantagioni, le piante sono posizionate sotto gli ulivi. 

I due uomini arrestati sono stati sorpresi proprio mentre portavano con un trattore e una cisterna l’acqua nella piantagione e si apprestavano a prendersene cura anche con un sistema di irrigazione a goccia. L’arresto è scattato dopo diversi appostamenti: “Questa specifica attività - ha sottolineato Borelli - è scattata in sole 48 ore ma i miei uomini stanno effettuando controlli dai primi giorni di luglio, battendo anche a piedi le campagne dell’hinterland per scoprire questo tipo di attività che si incrementa nel corso dei mesi estivi”. 

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Uno dei due arrestati, Scicchitano, è già noto alle forze dell’ordine per rapina e reati sempre legati agli stupefacenti, mentre Condoluci, di Polistena, ha piccoli precedenti. Proprio il fatto che l’uomo venisse da Polistena per prendersi cura della piantagione, “fa pensare che il guadagno ci sia in questo tipo di operazioni” ha sottolineato Borelli che ha poi aggiunto: “La marijuana è un vero e proprio investimento da parte della criminalità organizzata perché, nonostante le cure, il dispendio economico e poco e l’attività è molto redditizia”. “Due piantagioni che avrebbero fruttato - ha spiegato il primo dirigente - dai 200 ai 300 mila euro”.

 I due arrestati sono stati colti in flagranza mentre irrigavano una delle due piantagioni, in agro di San Pietro a Maida, località Boschi - Pendici di Campo, (si tratta di un terreno demaniale) dove hanno trovato 500 piante in stato di crescita, in un appezzamento di terreno adibito ad uliveto. In un terreno poco distante, poi, in località Campo Longo, hanno trovato anche un’altra piantagione, più bassa, con 713 piantine. 1200 le piante sequestrate complessivamente, oltre ad una pompa da irrigazione a spalla e una pompa di sollevamento. Si tratta della terza vasta piantagione sequestrata  a San Pietro a Maida negli ultimi anni dalla Polizia di Stato dopo quelle  individuate in località Iannivecchio e in contrada Guarna nel corso delle indagini sfociate nell’operazione “Tenaglia” .

Borelli ha definito questa attività “di iniziativa”, nata dalla direttive della Procura della Repubblica di Lamezia Terme, in particolare dalla dottoressa Marta Agostini: “Abbiamo solo aspettato che i due soggetti si presentassero sul posto per coglierli in flagranza”. Sono in corso, comune, approfondimenti investigativi per capire a chi fossero legati i due.

C.S.

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