
Gioia Tauro (Reggio Calabria), 13 aprile - Oltre 40 colpi di Kalashnikov sono stati sparati a Gioia Tauro contro il capannone della Global Repairs, un'azienda del gruppo De Masi che si occupa di lavori di riparazione di manutenzione di mezzi portuali compresi container. L'intimidazione è stata scoperta stamane dall'imprenditore De Masi che ha provveduto a presentare denuncia ai carabinieri. Già in passato il gruppo industriale De Masi è stato vittima di numerosi atti intimidatori.
Sono passati solo pochi giorni dalla lettera - denuncia dell'imprenditore Antonino De Masi sulle distorsioni del sistema creditizio ed ora ci troviamo a registrare una gravissima intimidazione ai suoi danni, messa in atto con una raffica di colpi di arma da fuoco contro un suo capannone". Lo afferma in una nota la senatrice del Pd, Doris Lo Moro. "Evidentemente De Masi - aggiunge - non deve difendersi solo da banche e da interessi usurai; anche la criminalità organizzata partecipa, con i sistemi che le sono congeniali, al tentativo d'isolamento che da tanto tempo è in atto contro il coraggioso imprenditore calabrese. Questo tentativo sarà avversato da chiunque ha a cuore le sorti di una Calabria giusta e libera dalla violenza mafiosa ma la prima risposta spetta allo Stato". "Ritengo - conclude Lo Moro - che il Ministro dell'Interno debba intervenire con immediatezza e attivare la massima attenzione sulla condizione che vive De Masi per garantire la sicurezza sua e dell'azienda. A lui, alla famiglia, e ai suoi dipendenti vanno la mia vicinanza e il mio sostegno".
REAZIONI
Doris Lo Moro: Intervenga Ministro Interno
"Sono passati solo pochi giorni dalla lettera - denuncia dell'imprenditore Antonino De Masi sulle distorsioni del sistema creditizio ed ora ci troviamo a registrare una gravissima intimidazione ai suoi danni, messa in atto con una raffica di colpi di arma da fuoco contro un suo capannone". Lo afferma in una nota la senatrice del Pd, Doris Lo Moro. "Evidentemente De Masi - aggiunge - non deve difendersi solo da banche e da interessi usurai; anche la criminalità organizzata partecipa, con i sistemi che le sono congeniali, al tentativo d'isolamento che da tanto tempo è in atto contro il coraggioso imprenditore calabrese. Questo tentativo sarà avversato da chiunque ha a cuore le sorti di una Calabria giusta e libera dalla violenza mafiosa ma la prima risposta spetta allo Stato". "Ritengo - conclude Lo Moro - che il Ministro dell'Interno debba intervenire con immediatezza e attivare la massima attenzione sulla condizione che vive De Masi per garantire la sicurezza sua e dell'azienda. A lui, alla famiglia, e ai suoi dipendenti vanno la mia vicinanza e il mio sostegno".
Don Ciotti (Libera): Preoccupato per atto violento contro imprenditore De Masi
"Preoccupazione ed inquietudine per il grave atto violento contro l'imprenditore De Masi ed il suo gruppo". Lo afferma in una nota don Luigi Ciotti, presidente nazionale di Libera. "Le modalità dell'intimidazione - aggiunge - con utilizzo di armi non convenzionali e dopo solo poche settimane dall'avvio di una nuova attività sono brutti segnali che non possono essere sottovalutati. A nome delle oltre 1600 associazioni della rete di Libera continueremo, oggi più che mai, ad essere affianco all'imprenditore De Masi impegnato da tempo in un' opera di riscatto sociale e civile in un territorio difficile come quello della Piana di Gioia Tauro". "Auspichiamo e siamo fiduciosi - prosegue don Ciotti - che le Autorità preposte avvieranno tutte le opportune iniziative per garantire tutela e sicurezza all' imprenditore De Masi ed al suo Gruppo".
Loiero: Gravissimo atto criminale
"Giorni fa avevo espresso il mio plauso nei confronti dell'iniziativa di Nino De Masi, con cui si chiedeva alla Camera e al Senato della Repubblica l'istituzione d'una commissione d'inchiesta sul credito". Lo afferma in una nota Agazio Loiero (Ad). "Tema - aggiunge - quanto mai scottante, quello del rapporto tra mondo bancario ed impresa, tanto più in una Regione come la nostra. Non siamo stati in tanti a farlo, ma io avvertivo forte l'esigenza di esprimere il mio sostegno pubblico (come del resto avevo già fatto da Presidente) per questa situazione in cui De Masi è stato messo dalle banche. Adesso ci si mette anche questo gravissimo atto criminale, che suscita tutta la mia indignazione, consapevole dell'estrema difficoltà in cui è costretto ad operare oggi in Calabria chi lavora in modo serio ed onesto". "A Nino De Masi - conclude Loiero - dico di non cedere, di andare avanti, a testimonianza che esiste una Calabria diversa, migliore, operosa e libera".
Senatore Antonio Caridi: L'intera classe politica deve sostenere il Gruppo De Masi
Il senatore Antonio Caridi esprime piena solidarietà all'imprenditore Antonino De Masi, alla famiglia ed al personale dell'azienda così fortemente colpiti da un grave atto intimidatorio. "Lo Stato - afferma - nelle sue diverse articolazioni, le istituzioni e l'intera classe politica devono sostenere il gruppo De Masi impegnato in una realtà territoriale particolare a lavorare quotidianamente per la crescita di questo territorio ed il riscatto sociale della sua gente. Occorre garantire adeguate condizioni di sicurezza per l'imprenditore Antonino De Masi e per le sue aziende e per questo il senatore Caridi chiede l'attivazione delle misure necessarie per assicurare la tutela di quanti continuano ad operare in mezzo a tante difficoltà e davanti a rischi concreti". All'intero gruppo De Masi il senatore Caridi rivolge l'invito a "proseguire nel suo impegno, anche per dimostrare che si può crescere insieme in una Calabria migliore e soprattutto libera dai condizionamenti e dalle pressioni delle forze oscure rappresentate dalle organizzazioni criminose che tentano di dettare legge a tutti i calabresi onesti".
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