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Busto Arsizio - Le quattro persone fermate, su ordine della Procura di Busto, per l’evasione dell’ergastolano Domenico Cutrì, sarebbero i componenti del gruppo armato entrato in azione lunedì scorso davanti al Tribunale di Gallarate. Durante lo scontro a fuoco è morto anche un fratello di Cutrì, Antonino, mentre l’altro fratello, Daniele di 23 anni, irreperibile dal giorno dell’evasione, avrebbe preso parte all’attacco agli agenti della Polizia penitenziaria.
Altre persone vicine ai Cutrì potrebbero aver avuto, invece, un ruolo logistico nella vicenda. Le accuse, per i quattro fermati, è di procurata evasione, detenzione e porto di armi da guerra e clandestine. Le indagini dei carabinieri si concentrano in Piemonte, dove sarebbero anche state trovate tracce del passaggio dei fuggitivi. I Cutrì potrebbero avere utilizzato più di un covo, temendo che quello individuato inizialmente potesse essere 'bruciato' dalle ricerche dei carabinieri. Uno dei fermati, Aristotele Buhne, 31 anni, è stato bloccato a Napoli dai militari del Ros all'uscita di un cimitero. Bunhe è nato a Napoli, ma risiede a Turbigo, nel Milanese.

Investigatori alla ricerca di "Franco"

Gli investigatori che si occupano della sanguinosa evasione di Domenico Cutrì, sono impegnati a identificare un certo "Franco", che avrebbe partecipato all'azione che ha portato al ferimento di due agenti di Polizia penitenziaria e alla morte di Antonino Cutrì, fratello di Domenico, ritenuto l'organizzatore della fuga. "Franco", quindi, sarebbe il settimo componente del gruppo di fuoco (quattro sono già stati fermati) ed è in fuga come l'evaso Domenico, suo fratello Daniele, 23 anni, e la donna di Antonino Cutrì, Carlotta Di Lauro che avrebbe fornito un apporto logistico alla banda ed è introvabile con il figlio di cinque anni.

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