
Catanzaro - Due operai edili, Francesco Scalise, 63 anni, di Pianopoli e Luciano Gallo, 49, di Feroleto Antico, sono scomparsi da ieri mentre erano in Libia, nella zona della località Terna della Cirenaica. I due operai, si trovano nel Paese nordafricano per eseguire dei lavori con una società edile. Lavoravano da 4-5 mesi in Libia per un'impresa edile che si occupa di lavori stradali. Ieri mattina sono usciti con il loro furgone per eseguire dei lavori e non hanno fatto più rientro. Il furgone con gli attrezzi da lavoro è stato trovato abbandonato in una zona isolata. Il ritrovamento è stato effettuato da alcuni operai della General World, l'impresa edile per la quale lavorano Francesco Scalise e Luciano Gallo.
Gli operai hanno cercato i loro due colleghi nella zona adiacente a quella del ritrovamento del furgone, ma non hanno trovato alcuna traccia. I familiari degli operai hanno cercato da ieri di mettersi in contatto con loro, ma ogni tentativo è risultato vano. I familiari di Scalise hanno preferito non rilasciare dichiarazioni limitandosi a sostenere che "è stato informato il Ministero degli Esteri. Noi non possiamo dire nulla". Il console italiano a Bengasi Federico Ciattaglia ha spiegato come la zona in cui lavorano i due operai edili sia classificata ad "alto rischio": "Stiamo facendo tutti gli accertamenti possibili per chiarire la situazione. Sappiamo che in quella zona la situazione è molto difficile e lo abbiamo segnalato".
La conferma della Farnesina
La Farnesina conferma che due italiani in Libia risultano "irreperibili". Il ministero degli Esteri, attraverso l'Unità di crisi e l'Ambasciata a Tripoli, "sta vagliando ogni ipotesi" sull'accaduto.
La denuncia di scomparsa effettuata dal fratello di Scalise
E' stato Luciano Scalise, fratello di Francesco, a denunciare la scomparsa dei due operai edili in Libia. Luciano Scalise si trova anche lui a Derna per lavoro come il fratello. L'uomo si è presentato negli uffici dell'ambasciata italiana, dove ha raccontato di non avere più notizie del fratello e di Luciano Gallo, e successivamente ha formalizzato la denuncia di scomparsa.
Agenzia Libica parla di rapimento
I due operai italiani scomparsi in Libia sono stati rapiti da un gruppo armato che li ha costretti a scendere dal loro furgone e a salire su un altro veicolo nei pressi del villaggio Martuba, tra le città di Derna e Tobruk. Ad affermalo è l'agenzia libica Lana che ha citato il racconto dell'autista dei due operai. Gli uomini del gruppo armato che hanno rapito i due operai calabresi erano a volto coperto. Questo riferisce l'Agenzia Lana. Secondo il racconto dell'autista, la vettura sulla quale sono stati fatti salire Francesco Scalise e Luciano Gallo si è diretta verso Derna. Il sequestro, aggiunge l'agenzia libica, non è stato rivendicato.
La casa di Scalise a Pianopoli. I familiari rimangono chiusi in abitazione in attesa notizie da Farnesina
La casa di Gallo nella frazione Cardolo di Feroleto. Anche qui familiari attendono a casa notizie da Ministero
Reazioni
Sindaco Pianopoli: "Spero che la vicenda si concluda nei migliori dei modi"
"Ho saputo della scomparsa di Francesco Scalise e mi auguro che la vicenda si concluda nel migliore dei modi". Lo ha detto il sindaco di Pianopoli, Gianluca Cuda, circa la scomparsa dei due operai in Libia. "Mi è stato riferito - ha aggiunto - che non si hanno più notizie da ieri. Ho visto Francesco - racconta il sindaco - a Pianopoli in occasione delle festività natalizie. Mi ha raccontato della sua esperienza a Derna e dei lavori che stanno facendo. Quando mi ha raccontato della sua esperienza l'ho visto entusiasta e mi ha anche descritto la città dove si trova". Durante il racconto Francesco Scalise era "tranquillo - afferma Cuda - e mi ha anche aggiunto che si trovava bene e non c'erano problemi. Lui ha accettato di lavorare in Libia perchè la situazione da noi è difficile a causa della crisi"
Sindaco Feroleto: "Sono vicino alla famiglia"
"Siamo vicini alla famiglia di Luciano Gallo, che in queste ore sta vivendo momenti di apprensione". Lo ha detto il sindaco di Feroleto Antico, Pietro Fazio, circa la scomparsa dei due operai edili in Libia. "Mi sono immediatamente attivato - ha aggiunto - per incontrare i familiari di Luciano ed avere notizie sull'accaduto. Faremo tutto quello che è necessario per stare vicini ai familiari di Luciano. Tutta la comunità di Feroleto Antico è vicina a queste persone che attendono di rivedere al più presto il loro congiunto".
Vescovo Cantafora: "Preghiamo per loro ritorno a casa, questa unica conclusione che attendiamo con ansia"
"Non ho parole per esprimere ciò che stiamo vivendo insieme alle famiglie di Francesco e Luciano". Così il vescovo della diocesi di Lamezia Luigi Cantafora interviene sulla vicenda dei due operai spariti in Libia mentre stavano effettuando dei lavori. "È inaccettabile- prosegue il presule - il fatto che due padri di famiglia, dedicati al lavoro, siano a rischio di vita in un paese stremato dalla guerra civile. Che ritornino a casa, liberi, salvi e restituiti all’affetto dei loro cari, questa è l’unica conclusione che attendiamo con ansia, per questa vicenda. Purtroppo, la Calabria continua ad essere una terra di emigrazione. Il dramma che stiamo vivendo, in attesa di notizie di Francesco e Luciano, dice la gravità della situazione sociale e lavorativa di questa regione che non dà pane ai suoi figli. Seguiamo con apprensione lo sviluppo della situazione, mentre la nostra Chiesa, che domani celebra la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, non smette di pregare per questi suoi due figli".
Presidente Talarico: "Faremo di tutto perchè attenzione rimanga massima fino a loro ritorno a casa"
“Siamo sicuri che le Istituzioni nazionali ed internazionali si prodigheranno con tutti i mezzi a disposizione ed in ogni modo per garantire il ritorno a casa dei due operai edili calabresi scomparsi in Libia”. E’ quanto afferma il presidente del Consiglio regionale Francesco Talarico che aggiunge: “Colpisce apprendere che due padri di famiglia andati in Libia per lavoro stiano vivendo un’esperienza imprevista e così umanamente difficile. Esprimo, a nome mio e dell’Assemblea legislativa regionale che rappresento, alle famiglie di Francesco Scalise e Luciano Gallo vicinanza e solidarietà. Faremo di tutto perché l’attenzione su questa vicenda sia massima e affinché Francesco e Luciano tornino al più presto ai loro affetti più cari”.
Galati (Fi): "Apprensione ma fiducia nel loro ritrovamento"
“Esprimo vicinanza e solidarietà – afferma l’onorevole Giuseppe Galati - alle famiglie di Francesco Scalise e Luciano Gallo le quali stanno vivendo ore di profonda angoscia a causa del rapimento, secondo quanto riportato dall’agenzia Lana, dei due calabresi avvenuto in Libia”. “Rimaniamo tutti in apprensione in queste ore e restiamo fiduciosi – aggiunge - affinchè il Ministero degli esteri, attraverso il lavoro sinergico tra l’Unità di crisi e l’Ambasciata italiana, possa darci notizie sulla loro liberazione in tempi brevi in modo da porre fine a questi momenti di profonda angoscia. Speriamo che al più presto Francesco Scalise e Luciano Gallo, andati in Libia per lavoro, possano fare ritorno a casa e abbracciare i propri cari”.
© RIPRODUZIONE RISERVATA