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Catanzaro - Si fa di ora in ora più grave in Calabria, con disagi gravi in molti comuni, la situazione di emergenza venutasi a creare in Calabria a causa della mancata raccolta e smaltimento dei rifiuti. In attesa della riapertura della discarica di Pianopoli, l'unica in funzione nella regione, chiusa per le conseguenze del maltempo delle ultime settimane, in tutta la regione la situazione è la stessa ormai da giorni: cumuli di sacchetti e altro materiale di scarto riempiono le aree dove sono dislocati i cassonetti e strade e piazze invase dall'immondizia anche nei pressi di asili e altri istituti scolastici, con problemi che potrebbero insorgere a breve anche a livello igienico-sanitario. Da Catanzaro a Reggio Calabria, da Crotone a Vibo e Cosenza, i mezzi per la raccolta sono ancora fermi con il loro carico e non si intravede una via d'uscita a breve per il conferimento, mentre di pari passo aumentano le difficoltà per la popolazione. Una situazione che non risparmia neppure i centri più piccoli.

Scaduto bando trasferimento all'estero, c'è offerta

E' scaduto a mezzogiorno di oggi il bando per il trasferimento all'estero dei rifiuti dalla Calabria ed è pervenuta una sola offerta. A darne notizia è il direttore generale del Dipartimento ambiente della Regione, Bruno Gualtieri. Il bando è quello che prevede l'utilizzo della discarica di Bucita, a Rossano, per l'imballaggio e la spedizione in ambito comunitario dei rifiuti attraverso il porto di Corigliano Calabro. La decisione della Regione di fare riferimento all'impianto nel nuovo capitolato d'appalto ha scatenato una serie di proteste nella zona della Sibaritide, culminate nella manifestazione promossa ieri da un comitato di cittadini con la presenza di sindaci e amministratori della zona. A breve si procederà all'assegnazione dell'appalto. "Non è possibile - ha detto Gualtieri - mettere in crisi la Calabria. Per quanto mi riguarda io sono un tecnico e non un politico ma posso assicurare che sulle cose da fare la barra è dritta. Voglio mettere in evidenza inoltre che, al di là delle polemiche politiche che non mi riguardano, abbiamo ereditato una tariffa pari a 300 euro a tonnellata e adesso partiamo da una base pari a 180 euro che, quando apriremo le offerte, sarà ancora più bassa. Sono i benefici che nascono dalla scelta di concorrere sul mercato europeo".

Abramo convoca assemblea generale sindaci provincia

Il sindaco di Catanzaro, Sergio Abramo, parlando a nome di numerosi sindaci della provincia, è intervenuto con una nota sull'emergenza rifiuti, annunciando per martedì prossimo, 18 febbraio "un'assemblea generale dei primi cittadini alla quale saranno invitati a partecipare il prefetto Cannizzaro, il presidente della Giunta regionale Scopelliti, l'assessore regionale all'ambiente Pugliano, tutti i consiglieri regionali di maggioranza e di minoranza, il commissario della Provincia Wanda Ferro". Nella riunione straordinaria che si terrà nell'aula consiliare di Palazzo De Nobili, è scritto nella nota, ''si discuterà dell'attuazione, non più rinviabile, del piano regionale di raccolta e smaltimento dei rifiuti''. "Interpretando la preoccupazione di tanti sindaci della provincia di Catanzaro, vale a dire del territorio che più di ogni altro ha pagato prezzi alti all'inadeguatezza del sistema di raccolta e smaltimento dei rifiuti in Calabria - ha detto Abramo - auspico che lunedì prossimo il Consiglio regionale possa approvare la norma che consenta di utilizzare per il 2014 gli impianti privati già in possesso di autorizzazione. In un momento di gravissima emergenza, non crediamo si possa fare a meno di utilizzare tali impianti, sia pure per un tempo limitato. Non approvare la proposta dell'assessore Pugliano sarebbe un'autentica follia. Ci appelliamo al senso di responsabilità di tutti i gruppi politici consiliari di maggioranza e di minoranza perché evitino il collasso di un sistema già fragilissimo e squilibrato". "Ci auguriamo anche - ha proseguito Abramo - che le popolazioni di Scala Coeli e Celico, dove hanno sede i due impianti privati individuati dal Prefetto di Cosenza per fare fronte all'emergenza rifiuti, dimostrino lo stesso senso di solidarietà che da anni le popolazioni della provincia di Catanzaro stanno esprimendo a tutto il territorio calabrese, consentendo il conferimento negli impianti di Pianopoli e Alli. Esiste il concreto pericolo che in Calabria possa aprirsi un conflitto tra territori dagli esiti imprevedibili. E' legittimo attendersi, di fronte ad un eventuale atteggiamento di chiusura, un'analoga reazione che porterebbe inevitabilmente ad un presidio della discarica di Pianopoli. La Calabria in questo momento non può permettersi una guerra tra province, per cui ci appelliamo al senso di responsabilità dei sindaci di Scala Coeli e Celico, sicuri che vorranno contribuire alla normalizzazione della situazione".

REAZIONI

Magorno (Pd): "Regione non perda tempo e dia risposte"

"Città e paesi, da Crotone a Vibo e Cosenza, da Catanzaro a Reggio Calabria, sono completamente sommersi dalla spazzatura. È uno spettacolo davvero indecoroso che, oltre a causare notevoli disagi alla popolazione, potrebbe comportare un allarmante pericolo igienico-sanitario". "Tutto ciò conferma ulteriormente - aggiunge - il governo fallimentare della Giunta Scopelliti, che non ha saputo predisporre un adeguato Piano Regionale dei rifiuti. Le politiche di gestione dello smaltimento dei rifiuti registrano, infatti, un evidente collasso. Per esempio, la raccolta differenziata, che poteva rappresentare una soluzione, oltre a essere a livelli bassi, tranne per qualche rarissima eccezione, è un vero e proprio bluff, in quanto in Calabria non esistono impianti adatti per la 'trasformazione' di ciò che è riciclabile". "La Regione, quindi - dice ancora Magorno - non perda tempo e dia una risposta concreta ad una situazione di emergenza che rischia di raggiungere alti livelli di criticità. Per quanto di mia competenza, mi impegno fin d'ora ad intervenire perché si trovino soluzioni immediate ma soprattutto definitive a questo grave problema".

C.sinistra: "Strade peggio di Napoli"

"Le strade di Catanzaro somigliano già da giorni alla peggiore Napoli della crisi più profonda nel sistema di gestione dei rifiuti. E quando la normalità tornerà con la riapertura della discarica di Pianopoli non dobbiamo illuderci che sarà per sempre". E' quanto si afferma in una nota dei consiglieri di centrosinistra del Comune di Catanzaro. "I provvedimenti straordinari - prosegue la nota - varati dall'allora commissario regionale per l'emergenza ambientale, governatore Scopelliti, che hanno svuotato i cassonetti e ripulito le strade scegliendo la via del conferimento temporaneo dell'indifferenziata, dimostrano ancora una volta, come se ce ne fosse bisogno, che la Regione naviga a vista, senza un'adeguata programmazione che punti sul potenziamento della raccolta differenziata, programmi gli interventi in maniera razionale, consideri i rifiuti come opportunità per creare economia e occupazione, come succede in tutti i Paesi civili del mondo. Invece si procede seguendo i tempi dell'emergenza, si continuano a sprecare risorse per soluzioni tampone che lasciano in tempo che trovano. Più semplicemente: non si programma". "Quando il governatore e la sua maggioranza - sostengono i consiglieri del centrosinistra di Catanzaro - al governo della Regione da quattro anni, per dire che di tempo per agire ce n'è stato, si renderanno conto che tra le funzioni dell'ente che amministrano c'è proprio quello di organizzare la vita della comunità amministrata partendo da una adeguata programmazione dei settori di competenza? Non vorrà sperare nella prova d'appello e rinviare la soluzione dell'emergenza rifiuti al prossimo quinquennio, quello che spera di amministrare chiedendo ancora fiducia ai calabresi? E non vorremmo che tutto questo possa strumentalmente portare all'esigenza emergenziale di dover conferire ancora i rifiuti indifferenziati ad Alli, o magari possa forzare ampliamenti dell'impianto già bocciati dai consiglieri comunali di tutti gli schieramenti. O ancora, di portare a soluzioni assurde, come la costruzione di un'altra discarica, come la vicenda Battaglina insegna, continuando a rendere il capoluogo della Calabria discarica dell'intera regione".


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