
Cosenza - I carabinieri hanno arrestato sei persone a Cosenza e nell’hinterland cosentino, accusate, a vario titolo, di estorsione e traffico d’armi. Alcuni degli arrestati sono accusati di un'estorsione commessa ai danni di un procacciatore d'affari, mentre ad altri viene contestato il traffico di armi anche clandestine. Gli arresti sono stati fatti in esecuzione di ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip di Cosenza su richiesta del pm Giuseppe Casciaro. Durante l’attività investigativa, avviata nello scorso mese di marzo, i carabinieri hanno sequestrato numerose armi.
Aggiornamento
Riuscivano a comprare e vendere armi di ogni genere le persone arrestate stamattina dai carabinieri della Compagnia di Cosenza. Delle sei persone coinvolte nell'operazione due sono finite in carcere, Antonio Belsito e Antonio Dodaro; tra hanno avuto i domiciliari, Eugenio Iannotti, Pasquale Imperatore e Ginfranco Bruzzese, ed una sesta, di Mendicino, è stata sottoposta all'obbligo di firma. Le indagini dei carabinieri hanno avuto inizio dopo la denuncia di un agente di commercio il quale ha subito un'estorsione da quattro dei sei componenti della banda. La vittima ha dovuto restituire la somma di 2.700 euro a fronte di un prestito di 1.700 euro.
I particolari dell'operazione sono stati illustrati dal comandante della Compagnia dei carabinieri di Cosenza, capitano Pierluigi Satriano, il quale ha ricordato che "per convincere l'uomo a pagare lo minacciavano di morte. Nei mesi scorsi hanno portato la vittima vicino la macchina e gli hanno mostrato un'ascia che si trovava nel cofano" Dopo la denuncia gli investigatori hanno compiuto una serie di intercettazioni dalle quali è emerso che la banda poteva contare anche su molte armi di ogni genere. Uno degli arrestati utilizzava il suo taxi per effettuare le consegne dopo aver organizzato la vendita delle stesse armi.
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