
Catanzaro - Il gip Carlo Saverio Ferraro ha rigettato la richiesta di sospensione dai pubblici uffici avanzata dalla Procura di Catanzaro nei confronti di Vincenzo Caserta, l'ex direttore generale del dipartimento Lavoro della Regione Calabria, indagato per abuso d'ufficio nell'ambito dell'inchiesta sulle assunzioni della fondazione Calabria Etica. Al centro dell'indagine condotta dal sostituto procuratore Graziella Viscomi ci sono le assunzioni effettuate dall'ente "in house" in periodo elettorale. In particolare, la fondazione avrebbe assunto a tempo determinato 251 persone nei giorni immediatamente precedenti le elezioni regionali del novembre scorso, continuando poi a fare altri contratti anche a dicembre e gennaio per arrivare sino a quota 700.
Secondo quanto si è appreso, il gip non ha ritenuto più sussistenti gli elementi sottesi alla richiesta di sospensione. Il 7 settembre scorso, infatti, Caserta era stato interrogato dal gip e per mano dei suoi avvocati, Francesco Iacopino e Crescenzio Santuori, aveva depositato una lettera, già inviata al dipartimento Personale, in cui l'ex dg indagato chiedeva di essere trasferito ad altro incarico.
La nota del legale
Il Gip di Catanzaro ha rigettato la richiesta del P.M. di applicazione della misura interdittiva della sospensione dall'esercizio delle funzioni al dott. Vincenzo Caserta, ex Dirigente Generale del Dipartimento Politiche Sociali della Regione Calabria. Il dott. Caserta è indagato in concorso per due ipotesi di abuso d'ufficio in relazione alla vicenda delle assunzioni di personale ad opera della Fondazione Calabria Etica, operate in esecuzione di progetti avviati dalla medesima Fondazione (ente in house della Regione, allora presieduta da Pasqualino Ruberto), previa autorizzazione - secondo la tesi del P.M. - del Dipartimento Lavoro (del quale Caserta era Dirigente Generale, all'epoca dei fatti). All'udienza del 7 settembre u.s., fissata per l'espletamento dell'interrogatorio di garanzia dell'indagato, il dott. Caserta - assistito dagli avvocati Crescenzio Santuori e Francesco Iacopino - aveva respinto le accuse, presentando una corposa memoria difensiva, corredata da produzioni documentali. Con specifico riguardo misura interdittiva, lo stesso precisava anche di avere chiesto e ottenuto dal proprio Dipartimento di essere sollevato da ogni incarico e/o attività con decorrenza immediata. Al tale riguardo l'indagato produceva una nota depositata in Regione dal seguente tenore: "seppur convinto di avere sempre agito nel rispetto delle regole e in perfetta buona fede, ritengo responsabilmente opportuno sin d'ora (e fino a quando non avrò chiarito la mia posizione processuale) fugare ogni sospetto e prendere le distanze, anche fisicamente, da Codesto Dipartimento. Ciò consentirà, per un verso, al medesimo Dipartimento di svolgere con serenità il proprio complesso lavoro e, per l'altro, di esercitare compiutamente il mio diritto di difesa senza che lo stesso possa essere in alcun modo offuscato dai dubbi sollevati dall'Ufficio di Procura". Il GIP, a scioglimento della riserva assunta all'Udienza del 7.09.2015, ha accolto la tesi difensiva del dott. Caserta, evidenziando come la scelta responsabile dell'ex Direttore Generale, di essere sollevato dalle funzioni onde poter esercitare serenamente il proprio diritto di difesa, anche a tutela del Dipartimento interessato, abbia eliso l'esigenza di applicazione della misura cautelare richiesta dal P.M.
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