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Lamezia Terme - “Le indagini facciano il giusto corso, la coscienza pulita supera tutto”: esordisce così Pasqualino Ruberto con un post su Facebook appresa la notizia che la procura di Catanzaro lo ha iscritto nel registro degli indagati assieme ad altre undici persone nell’ambito dell’inchiesta di Calabria Etica di cui Ruberto è stato presidente. La vicenda riguarda le presunte assunzioni clientelari durante la campagna elettorale regionale e per le amministrative di Lamezia dove Pasqualino Ruberto era candidato a sindaco.

“Un avviso di garanzia più volte annunciato da una parte della stampa, in particolare in campagna elettorale, ma arrivato oggi” - scrive ancora sul social network Pasqualino Ruberto - “Si oggi ho avuto avviso ufficiale di essere indagato (avevo avuto un sequestro cautelare, per stipendi pagati ai lavoratori e non per altro, del valore indicato di 361 mila euro, ma sui miei ricchi conti solo 982 euro) resto fiducioso del buon lavoro che svolgerà la magistratura, sono tranquillo e sereno per il gran lavoro fatto (questo comunque mai contestato). Progetti realizzati, fondi comunitari spesi e tante opportunità di lavoro create, mai un contenzioso durante il mio mandato e mai un collaboratore non retribuito. Ottocento collaboratori con progetti a termine hanno avuto la possibilità di lavorare e portare a casa il pane ai propri figli anche se per brevi periodi. Non saranno certo una ventina di collaborazioni "sospette" di clientela (vorrei sapere com'è possibile immaginare clientele anche su soggetti candidati contro di me alle elezioni comunali di Lamezia Terme) ad inficiare la operatività di 5 anni di attività con risultati su tutto il territorio Calabrese.

In una regione dove in ogni ente ci sono difficoltà di pagamento ai dipendenti, dove si restituiscono miliardi alle comunità europea per incapacità gestionale o per altri motivi, dove ogni giorno si scoprono gare fasulle e incapacità gestionale, non può essere uno scandalo fare progetti e creare opportunità di lavoro e pagare chi lavora. Gli scandali sono altri e degli altri, quelli dei furti e delle ruberie che il sottoscritto non ha mai fatto, attendo con fiducia l'epilogo positivo di questa "maledetta" vicenda”.

Gli Indagati:

Antonello Catanese, Domenico Pisano, Maurizio Scerra, Gabriele Tadiana, Ulisse Mancari, Francesco Avollo, Sonia Libico, Michele Parise, Patrizia Nicolazzo, Massimiliano Vena e Maria Francesca Cosco.

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