
Catanzaro - La Procura della Repubblica di Catanzaro ha chiesto e ottenuto dal Gip il sequestro di 361.000 euro nei confronti dell'ex presidente della Fondazione Calabria Etica, Pasqualino Ruberto per peculato e abuso d’ufficio. Secondo l'accusa, l'ex presidente dell'ente in house della Regione Calabria avrebbe distratto fondi destinati al progetto sul credito sociale per scopi "clientelari". La Procura ha inoltre chiesto la sospensione dai pubblici uffici per l'ex direttore generale del dipartimento Lavoro, Vincenzo Caserta, indagato per due ipotesi di abuso d'ufficio. Al centro dell'inchiesta condotta dal sostituto procuratore Graziella Viscomi ci sono le assunzioni effettuate dall'ente in house in periodo elettorale. In particolare la Fondazione avrebbe assunto a tempo determinato 251 persone nei giorni immediatamente precedenti le elezioni regionali del novembre scorso, continuando poi a fare altri contratti anche a dicembre e gennaio per arrivare sino a quota 700. All'esplosione dello scandalo la Giunta regionale della Calabria ha dichiarato decaduto il presidente Ruberto, in quei giorni candidato a sindaco di Lamezia, che era stato nominato nel 2010 dalla vecchia giunta regionale di centrodestra. Calabria Etica è attualmente gestita da un commissario, il dirigente dell'Audit Carmelo Barbaro.
La nota del legale di Pasqualino Ruberto, Francesco Pagliuso
“In merito all’intervenuto sequestro di 361.000 euro nei confronti dell'ex presidente della Fondazione Calabria Etica, Pasqualino Ruberto, si significa che, seppure il provvedimento cautelare reale sia stato emesso per l’anzidetta somma, l’esecuzione in concreto del sequestro non ha avuto ad oggetto che alcune modestissime somme e quote societarie. Con l’occasione, peraltro, si rappresenta che, essendo l’anzidetto provvedimento cautelare il primo atto ufficiale con cui viene data formale comunicazione al dr. Ruberto della Sua iscrizione nel Registro degli Indagati e delle fattispecie di reato ipotizzate a Suo carico, provvederemo già nei prossimi giorni a predisporre e ad offrire all’Autorità Giudiziaria adeguata documentazione probatoria atta a chiarire la totale correttezza dell’operato del dr. Ruberto e, dunque, l’assoluta infondatezza di ogni accusa, pur provvisoriamente, rivolta a Suo carico”.
La nota dei legali di Vincenzo Caserta, Francesco Iacopino e Crescenzio Santuori
"Il nostro assistito ha sempre agito in perfetta buona fede e nel pieno rispetto delle finalità e degli obiettivi propri del Dipartimento Lavoro, in continuità con le iniziative già avviate prima che ne assumesse le funzioni apicali. Prendiamo atto delle contestazioni mosse dall’Ufficio di Procura - che solo oggi sono state portate a conoscenza del dott. Caserta e del collegio difensivo - e, data la complessità della vicenda, riserviamo, all’esito di un’attenta e completa analisi degli atti di indagine finora acquisiti, di intraprendere ogni più opportuna iniziativa volta al chiarimento della condotta posta in essere dal nostro rappresentato, nel rispetto dei tempi e delle forme previste dal codice di rito”.
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