
Cosenza – L'hanno chiamata Operazione Cocktail, l'operazione odierna per l'esecuzione di cinque ordinanze di custodia cautelare ai domiciliari e il sequestro di beni per oltre 10 milioni di euro ad opera dei finanzieri del nucleo di polizia tributaria di Catanzaro. L'operazione rientra nell'ambito di un’inchiesta della Procura della Repubblica di Rossano contro una fronde fiscale nel settore delle accise.
Frode fiscale pari a 500 milioni di euro
Durante la conferenza stampa i finanzieri hanno comunicato che la frode fiscale accertata ammonta a 500 milioni di euro. Le fiamme gialle hanno, inoltre, arrestato 5 persone in calabria e toscana mentre 12 prestanomi nullatenenti sono risultati amministratori delle società coinvolte, hanno sgominato un’associazione a delinquere dedita all’emissione ed all’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti al fine di conseguire indebiti crediti d’imposta, sono state sequestrate 10 società, beni mobili e immobili, conti correnti e partecipazioni per un valore complessivo di circa 13.400.000 di euro. Tra i denunciati vi è anche il direttore di un'agenzia di banca. Attraverso intercettazioni telefoniche, accertamenti bancari, video sorveglianza, perquisizioni e sequestri sono state ricostruite le ramificazioni del gruppo criminale che, con basi operative a Corigliano e Rossano Calabro, ha operato anche nel Regno Unito ed in Bulgaria. Arresti e i sequestri sono stati eseguiti, oltre che in Calabria, anche a Livorno, Como, Torino e Napoli. "L'operazione - ha detto Eugenio Facciolla, procuratore della Repubblica facente funzioni di Rossano - nasce da un lavoro investigativo particolarmente complesso fatto dall'Ufficio di Procura in una situazione particolarmente complessa ed è la dimostrazione che se si continua a lavorare in un territorio difficile come questo, i risultati arrivano. L'indagine è nata da un'iniziativa dell'Agenzia della dogane e portata avanti dalla guardia di finanza che ha scoperto un vorticoso giro di società che movimentavano somme enormi di denaro".
I provvedimenti
Francesco Domenico Ungaro di 40 anni, Domenico Paolo Antonio Pisano di 40 anni, Elena Zaccaro di 32 anni, Achiropita Formoso di 46 anni, Maurizio Pais di 59 anni. Tutti ai domiciliari. Il direttore di banca coinvolto F. V. di 65 anni, alla guida della filiale di Corigliano di un importante gruppo bancario nazionale. Per lui disposto l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per Fabio Vena di 65 anni, direttore della Banca Unicredit filiale di Corigliano. E altri 6 indagati a piede libero. Obbligo di dimora per: A. P. di 72 anni, L. T. di 24 anni, A. M. di 29 anni, M. C. di 60 anni, P. P. di 34 anni, G. P. di 39 anni e G. V. di 38 anni.
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