
Reggio Calabria - L'ex ministro Claudio Scajola, accompagnato dal suo avvocato Giorgio Perroni, è arrivato al Tribunale di Reggio Calabria dove stamani inizia il processo nei suoi confronti per i presunti aiuti alla latitanza di Amedeo Matacena, condannato in via definitiva per concorso esterno in associazione mafiosa. Scajola si è limitato a salutare i cronisti con un ''buon giorno'', anche perché, ha spiegato Perroni, è in regime di arresti domiciliari e non può parlare.
Scajola è imputato per procurata inosservanza della pena nei confronti di Matacena in quanto, secondo i magistrati della Dda reggina che hanno coordinato le indagini, si sarebbe attivato per far trasferire l'ex deputato di Fi da Dubai, dove si trova attualmente, in Libano, ritenuto un Paese più sicuro per evitare l'estradizione. Insieme a Scajola sarà processata con rito ordinario la segretaria di Matacena, Maria Grazia Fiordalisi. Non ci sarà, invece, la moglie di Matacena, Chiara Rizzo, che sarà processata in abbreviato insieme all'ex segretaria di Scajola, Roberta Sacco, e il factotum di Matacena, Martino Politi.
Iniziato processo, eccezioni difesa su nullità
E' iniziato con la presentazione da parte dei difensori degli imputati di una serie di eccezioni il processo a carico di Claudio Scajola e della segretaria dell'imprenditore Matacena, Maria Grazia Fiordalisi. In particolare gli avvocati Cristina Dello Siesto - legale della Fiordalisi - e Giorgio Perroni e Patrizia Morelli - difensori di Scajola - hanno eccepito ai giudici del Tribunale reggino la nullità del decreto che ha disposto il giudizio immediato.
A fondamento della loro richiesta, i legali hanno posto essenzialmente il mancato interrogatorio di Scajola in relazione alla contestazione dell'aggravante dell'avere favorito la 'ndrangheta, contestazione che comunque non è approdata in dibattimento essendo stata rigettata dal gip in sede di emissione delle misure cautelari, decisione contro la quale la Dda ha presentato appello al Tribunale del riesame che non ha ancora deciso. I legali hanno anche lamentato il mancato rispetto dei termini di 90 giorni dalla data di emissione dei provvedimenti per la richiesta del rito immediato da parte del pm ed il fatto che la pubblica accusa prima di giungere alla richiesta definitiva abbia presentato e poi revocato altre richieste.
Pm a giudici processo: "Difesa mi rimprovera celerità"
Il pm della Dda di Reggio Calabria, Giuseppe Lombardo, ha chiesto il rigetto delle istanze difensive presentate nel processo all'ex Ministro Claudio Scajola. Il pubblico ministero ha evidenziato come la Cassazione a sezioni unite abbia stabilito che la decisione del gup sui presupposti a base della concessione del rito immediato non possa essere oggetto di ulteriore sindacato da parte del giudice del dibattimento che sarebbe altrimenti portato ad un provvedimento abnorme.
Lombardo ha anche escluso che siano intervenute modifiche nelle contestazioni agli imputati sottolineando che le imputazioni contenute nell'ordinanza di custodia cautelare e quelle per cui Scajola e la Fiordalisi sono processati ''sono sovrapponibili. Non c'è stata - ha aggiunto il pm - alcuna lesione del diritto della difesa. E' la prima volta che mi sento rimproverare di essere stato celere, tempestivo e di non avere sperperato risorse pubbliche. Ma in un sistema come il nostro può succedere anche questo''. Dopo l'intervento del pm i giudici del Tribunale, presieduto da Natina Pratticò, si sono ritirati in camera di consiglio per decidere.
Tribunale Riesame dichiara inammissibile ricorso Dda su mafia
Il Tribunale del riesame di Reggio Calabria ha dichiarato inammissibile ''per carenza di interesse'' il ricorso della Dda contro la decisione del gup che aveva escluso l'aggravante mafiosa nei confronti di Scajola e degli altri coimputati. La Dda potrà fare ricorso in Cassazione.
L'accusa sosteneva che Scajola e gli altri imputati nel procedimento, avendo aiutato Matacena a evitare l'espiazione della pena inflittagli per concorso esterno in associazione mafiosa avevano anche agevolato la 'ndrangheta di cui Matacena, secondo la Dda, era un punto di riferimento. Secondo quanto appreso in Tribunale, in teoria la Procura potrebbe comunque contestare l'aggravante nel corso del dibattimento nei confronti di Scajola e della segretaria di Matacena, Maria Grazia Fiordalisi, iniziata stamane.
Difesa Scajola: Bene decisione riesame su mafia
'Si tratta di una decisione molto importante perché per il momento mette la parola fine al discorso dell'aggravante mafiosa''. Lo ha detto l'avvocato Giorgio Perroni, difensore di Claudio Scajola.
Scajola: Rigettate istanze difesa, processo riprende il 6/11
Va avanti il processo a carico di Claudio Scajola. I giudici del Tribunale di Reggio Calabria, dopo oltre due ore di camera di consiglio, hanno infatti rigettato le istanze presentate dalla difesa sulla nullità del rito immediato. Subito dopo i difensori hanno chiesto un rinvio affinché possa essere depositato al fascicolo del dibattimento tutto il materiale raccolto dall'accusa. Richiesta alla quale il pm non si è opposto. Il processo è stato così rinviato al 6 novembre.
Scajola: Ex ministro, accusa mafia? Paradossale
''Credo fosse addirittura paradossale''. Lo ha detto Claudio Scajola uscendo dall'aula del tribunale di Reggio Calabria rispondendo a una domanda dei giornalisti sulla decisione del riesame che ha dichiarato inammissibile il ricorso della Dda sulla contestazione dell'aggravante mafiosa.
Scajola: Ex ministro, rapporti con Rizzo? Ma di cosa parliamo?
''Ma di cosa parliamo, ma di cosa parliamo?''. Così, ripetendolo due volte, l'ex ministro Claudio Scajola ha risposto alle domande dei giornalisti che all'uscita dal tribunale gli hanno chiesto se avesse interrotto i rapporti con Chiara Rizzo, la moglie di Amedeo Matacena, e se in passato vi fossero stati. Quelle sui rapporti con Chiara Rizzo e sull'ipotesi di aggravante mafiosa, sono state le uniche parole dette da Scajola riguardo alla vicenda giudiziaria che lo interessa. Uscendo dal tribunale, invece, Scajola ha chiesto informazioni ai giornalisti su un palazzo in costruzione proprio di fronte agli uffici giudiziari. Alla risposta che si tratta del nuovo palazzo di giustizia, Scajola ha avuto un'esclamazione di sorpresa: ''ah, è questo?'', ha aggiunto indicando il vecchio.
Scajola: Pm, dopo decisione riesame non cambia nulla
"Non cambia nulla. E' una parentesi chiusa". A dirlo è stato il sostituto procuratore della Dda di Reggio Calabria, Giuseppe Lombardo, commentando con i giornalisti, al termine dell'udienza del processo Scajola, la decisione del riesame di inammissibilità sull'aggravante mafiosa. "Ho argomentato in udienza - ha aggiunto - ciò che il riesame ha deciso e cioè che in questo momento non possono decidere né in un senso né nell'altro''. In udienza, prima del rinvio, Lombardo ha chiesto l'acquisizione agli atti del processo della decisione del Tribunale dei riesame.
Scajola: Difesa chiede testimonianza Gemayel
La difesa di Claudio Scajola ha chiesto al Tribunale di Reggio Calabria di chiamare a deporre anche Amin Gamayel, ex presidente del Libano. Oltre a lui la difesa dell'ex ministro intende chiamare a deporre Vincenzo Speziali, il faccendiere residente in Libano che sarebbe legato a Gemayel oltre a Sergio Billé, ex presidente di Confcommercio. Complessivamente sono circa 220 i testi chiamati a deporre da accusa e difesa, tra i quali figurano 160 tra funzionari e agenti della Dia. Le testimonianze di Gemayel e Speziali sono relative al presunto aiuto che, secondo l'accusa, Scajola, tramite Speziali, avrebbe rivolto a Gemayel per trasferire Matacena da Dubai al Libano. Agli atti dell'inchiesta c'è anche un fax inviato a Scajola, che l'accusa attribuisce proprio a Gemayel, in cui si fa riferimento al trasferimento.
Scajola: rigettate istanze difesa, processo riprende il 6/11
Va avanti il processo a Claudio Scajola. I giudici del Tribunale di Reggio Calabria hanno rigettato le istanze presentate dalla difesa sulla nullità del rito immediato. Il processo è stato così rinviato al 6 novembre. Difesa ed accusa hanno chiesto la deposizione di 220 testi tra cui anche quella dell'ex presidente del Libano, Amin Gamayel. Il tribunale della libertà ha intanto dichiarato inammissibile il ricorso della Dda sull'aggravante mafiosa.
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