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Catanzaro, 4 febbraio - E' avvenuto nella scorsa notte il furto del santuario mariano della Madonna di Porto a Gimigliano, nel catanzarese. Degli uomini, non ancora identificati, si sono introdotte nel convento che ospita una comunità di religiose, attiguo al santuario, approfittando della momentanea assenza delle suore, ed hanno rubato le corone d'oro della Vergine e del Bambino assieme assieme ad una stella, ad una croce pettorale e ad altri oggetti di valore. Le corone, realizzate con l'oro fuso proveniente dagli ex voto dei fedeli, sono quelle con le quali Giovanni Paolo II incoronò la Madonna di Porto, Patrona della Provincia di Catanzaro, in occasione della sua visita pastorale in Calabria nell'84. Tutti i monili si trovavano all'interno di una cassaforte che è stata rimossa e forzata dai malviventi che l'hanno svuotata dell'intero contenuto. Sull'episodio che ha creato sconcerto tra i fedeli, il culto della Madonna di Porto è molto sentito anche a Catanzaro, indagano i carabinieri del comando provinciale del capoluogo calabrese. Intervenuti anche gli esperti del reparto investigazioni scientifiche. Il valore degli oggetti in oro trafugati è di circa 40 mila euro.

Reazioni

"Il sacrilegio perpetrato ai danni del Santuario mariano diocesano di Gimigliano, dedicato alla Madonna di Porto, Patrona della Provincia, rappresenta un atto inquietante che provoca, in tutti noi, sdegno e commozione". Lo afferma in una nota il sindaco di Catanzaro, Sergio Abramo, circa il furto nel santuario della Madonna di Porto a Gimigliano. "Un'offesa enorme - aggiunge - alla devozione da secoli legata alla Vergine di Porto e che nella città di Catanzaro è fortemente radicata. Nell'esprimere a nome mio e dell'intera amministrazione comunale la viva solidarietà all'arcivescovo monsignor Vincenzo Bertolone, al consiglio di amministrazione, al rettore, al sindaco di Gimigliano e a tutti i fedeli, auspico che le forze dell'ordine facciano immediatamente luce su questo atto delinquenziale che offende la coscienza di quanti, nei momenti più tristi, invochiamo l'aiuto della Vergine". "Per questo mi auguro - conclude Abramo - che i ladri stessi possano ravvedersi restituendo alla comunità cristiana di Gimigliano e alla devozione dei fedeli, questi emblemi preziosi impregnati di grande valore affettivo".

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