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Cosenza - Il Gico del nucleo di polizia tributaria di Catanzaro in esecuzione di tre provvedimenti richiesti dal procuratore della Repubblica di Catanzaro, Antonio Vincenzo Lombardo, ed emessi dalla sezione misure di prevenzione del tribunale cosentino, ha sequestrato beni per un valore di 11 milioni di euro a tre fratelli di Cetraro. I beni sequestrati comprendono quote societarie e compendi aziendali relativi a 17 società operanti nei settori di promozione pubblicitaria, edile, produzione e vendita di mobili, calzature, abbigliamento, finanziario ed onoranze funebri, due ditte individuali operanti rispettivamente nei settori di vendita calzature e mobili, 12 immobili ubicati nei comuni di Belvedere marittimo, Cetraro, Scalea e Longobardi e diverse disponibilità bancarie e finanziarie, il tutto per un valore stimato di 11 milioni di euro. In particolare, i tre fratelli sono già implicati nell’operazione di polizia denominata “Cartesio” in quanto accusati di usura, aggravata dalla finalità di agevolare la cosca Muto di Cetraro.

Le indagini patrimoniali hanno consentito di ricostruire in capo agli indagati un notevole complesso patrimoniale, costituito da beni immobili, attività commerciali e quote societarie, detenute sia direttamente che attraverso prestanome, il cui valore è risultato sproporzionato rispetto alle capacita’ economico-reddituali dei rispettivi titolari. L’attività di analisi documentale ha consentito, infatti, non solo di ricostruire un complesso intreccio di rapporti societari in continuo mutamento, attraverso varie cessioni e/o intestazioni di quote nell’ambito dei membri della famiglia ma, altresì, di accertare l’esistenza di una vera e propria “cassa comune”, utilizzata per finanziare l’attività usuraia, nonché quale forma di investimento nella costituzione o acquisto di nuove società e/o costruzione di immobili. In effetti, come accertato in sede di indagini patrimoniali, a partire dal 2004 (ovvero nel periodo in cui l’attività usuraia era in fase di piena espansione) i tre uomini hanno effettuato notevoli investimenti in beni e società, alcuni dei quali in maniera ufficiale, altri ricorrendo a fittizi intestatari, utilizzando le considerevoli disponibilità finanziarie frutto dell’attività delittuosa.

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