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Vibo Valentia - La Procura di Vibo Valentia ha chiuso le indagini per 36 persone coinvolte nell'inchiesta sull'acqua non potabile dell'invaso Alaco. Gli indagati sono accusati di avvelenamento colposo di acque, inadempimento di contratti di pubbliche forniture, omissione in atti d'ufficio e interruzione di un servizio di pubblica utilità. I carabinieri del Nas ed il Corpo forestale hanno notificato gli avvisi. Restano sequestrati l'invaso dell'Alaco e l'impianto di potabilizzazione.

L'acqua dell'invaso dell' Alaco viene utilizzata nelle province di Vibo Valentia, Catanzaro e Reggio Calabria. Tra le 36 persone indagate ci sono dirigenti e tecnici della società di gestione del servizio idrico, responsabili di Aziende sanitarie provinciali, dirigenti regionali e dell'Arpacal nonché i sindaci di alcuni comuni. L'invaso, l'impianto di potabilizzazione e la rete di distribuzione erano stati sequestrati nel maggio del 2012 su disposizione della Procura di Vibo Valentia. Nel corso delle indagini era emerso che l'acqua non depurata veniva immessa nella rete di distribuzione. Riguardo l'invaso e l'impianto di potabilizzazione la Procura ha disposto di dover mantenere il sequestro, intensificando, per la tutela della salute pubblica e per evitare l'aggravamento dei reati contestati, i controlli di routine, previsti così come indicato dal consulente tecnico. Sulla rete di distribuzione ed i relativi impianti la Procura ha proceduto, invece, ad un parziale dissequestro.

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