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Reggio Calabria, 3 aprile - Si facevano rimborsare anche le spese per l'acquisto di "Gratta e Vinci". Questo è quanto emerge da un'inchiesta condotta dalla Procura di Reggio Calabria ed eseguita dalla Guardia di Finanza. Dieci consiglieri regionali della Calabria, due del centrosinistra e otto del centrodestra sono così indagati per il reato di peculato nell'ambito dell'inchiesta sui rimborsi dei gruppi consiliari di loro appartenenza nel periodo compreso tra il 2010 ed il 2012. L'indagine è coordinata dal sostituto procuratore della Repubblica Matteo Centini. La Procura di Reggio ha indagato anche i direttori amministrativi dei gruppi consiliari a cui appartengono i consiglieri sottoposti ad indagini. Nei mesi scorsi la Guardia di finanza aveva sequestrato la documentazione relativa ai rimborsi dei consiglieri. Dopo una attenta analisi sono emerse numerose anomalie. I consiglieri indagati si sarebbero fatti rimborsare, tra l'altro, oltre all'acquisto di 'Gratta e vinci', anche viaggi all'estero, detersivi, il pagamento di cartelle esattoriali, ricariche telefoniche, telefoni cellulari e di tablet. Dalle indagini è emerso anche il pagamento di fatture per centinaia di migliaia di euro che non trovano alcuna giustificazione nell'attività amministrativa dei consiglieri indagati.

I consiglieri indagati saranno sentiti nei prossimi giorni

Saranno sentiti entro breve tempo i consiglieri regionali della Calabria indagati nell' inchiesta della Procura di Reggio Calabria sui rimborsi dei gruppi consiliari e sui quali c'è ancora riserbo.  Gli inquirenti stanno esaminando con la massima attenzione tutta la documentazione che è stata acquisita nei mesi scorsi presso i gruppi consiliari della Regione. Una prima parte è stata già analizzata, mentre molti altri documenti sono ancora al vaglio dei finanzieri e dei magistrati reggini. Dagli accertamenti compiuti stanno emergendo una serie di irregolarità nella gestione dei fondi assegnati ai gruppi. Risulta in particolare che i consiglieri coinvolti nell' inchiesta avrebbero ottenuto il rimborso anche di spese non collegate con l'attività politica svolta, come, ad esempio, il rimborso del pagamento della tassa dei rifiuti e dell'affitto di abitazioni. Al momento le indagini riguardano il periodo dal 2010 al 2012, ma non è escluso che gli inquirenti decidano di spulciare i conti dei gruppi consiliari anche per periodi precedenti al 2010.

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