
Reggio Calabria, 30 maggio - I carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria hanno eseguito questa mattina 12 fermi emessi dalla Dda, nei confronti di appartenenti alla cosca Nasone-Gaietti, operante nel territorio del comune di Scilla. I fermati sono accusati, a vario titolo, di associazione mafiosa ed estorsione aggravata dall'aver favorito un sodalizio mafioso. Le indagini hanno documentato l'infiltrazione pervasiva della cosca negli appalti per la realizzazione del Sesto Macrolotto dell'Autostrada Salerno-Reggio Calabria. Avrebbero imposto il pagamento di una tangente pari al 3% del valore dell'appalto alle imprese impegnate nei lavori di ammodernamento dell' autostrada Salerno-Reggio Calabria e per farlo avrebbero messo in atto una serie di danneggiamenti ai danni delle stesse aziende. Questa dunque l'accusa mossa dalla Dda di Reggio Calabria alle 12 persone sottoposte a fermo dai carabinieri. Le indagini sono cominciate lo scorso anno, dopo l'arresto di Giuseppe Fulco, 41 anni, ritenuto legato alla cosca, bloccato in flagranza di reato per estorsione. L'uomo, secondo l'accusa, aveva chiesto ad un imprenditore che stava effettuando, per conto dell'Anas, i lavori di consolidamento dei costoni rocciosi sulla statale 18 tra il centro abitato di Scilla e la frazione Favazzina il pagamento di una mazzetta di 6.000 euro, pari a circa il 3% del valore dell'appalto. Le indagini, secondo i carabinieri, hanno permesso di accertare che la cosca aveva preso di mira anche le ditte impegnate sulla A3. Oltre ai fermi sono stati sequestrati diversi beni che avrebbero un valore di alcuni milioni di euro. Si tratta di ben 32 beni tra appartamenti, fabbricati e terreni, un bar-pasticceria, conti correnti bancari, polizze assicurative ed altri prodotti finanziari in fase di individuazione. Il valore deve essere ancora quantificato ma sarebbe quantificabile in svariati milioni di euro.
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