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canapa

Siderno, 2 agosto - Una coltivazione di marijuana su un terreno confiscato alla 'ndrangheta. Questa la scoperta fatta dalla guardia di finanza a  Siderno. Il terreno, ironia della sorte, era affidato a un'associazione per il recupero di tossicodipendenti, insieme ad un edificio che ricade nella stessa area che si trova attualmente in stato di abbandono. L'attenzione dei finanzieri è stata attirata dalla presenza nell'area di un rudimentale sistema di irrigazione visibile oltre il cancello della proprietà. Arrampicatisi sul muro di cinta i finanzieri hanno scoperto una coltivazione con 144 piante di cannabis indica dell'altezza di circa due metri. Gli accertamenti fatti per identificare il proprietario del fondo hanno consentito di scoprire che il fabbricato e il terreno erano stati confiscati alla criminalità organizzata e consegnati nel 1998 al Comune di Siderno per fini sociali. I beni erano stati successivamente assegnati ad un'associazione di recupero per tossicodipendenti. L'area era stata sequestrata a Vincenzo Macrì, detto 'u Baruni, boss dell'omonima cosca della 'ndrangheta, deceduto nel 2010 e gia' condannato a 26 anni di reclusione per associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti.

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