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Reggio Calabria - E' arrivata nel porto di Reggio Calabria la nave appoggio della Marina Militare San Giusto con a bordo 774 migranti, tra i quali 49 donne e una quarantina di minori. Le condizioni di salute dei migranti, recuperati nel corso dei controlli effettuati nel Canale di Sicilia e tutti provenienti dall'Africa centrale, sono definite discrete. Rilevati solo alcuni casi di scabbia e qualche traumatizzato. Alcune delle donne sono incinte. A bordo il personale medico ha già effettuato esperito i primi interventi sanitari. I migranti, come prevede il piano di accoglienza predisposto dalla Prefettura di Reggio Calabria e dal Ministero dell'Interno, saranno destinati ai diversi centri di accoglienza di altre regioni ad eccezione delle persone che hanno bisogno di cure.

Fermati presunti scafisti

Quattro persone, facenti parte del gruppo di 774 migranti giunti stamani nel porto di Reggio Calabria a bordo della nave appoggio della Marina Militare San Giusto, sono state fermate dalla polizia. I quattro, accusati di essere gli scafisti delle imbarcazioni soccorse dai mezzi navali della Marina nel Canale di Sicilia sulle quali si trovavano gli immigrati sbarcati a Reggio, sono stati portati in Questura per ulteriori accertamenti.

Scafisti riconosciuti da migranti

Sono stati riconosciuti dai migranti i quattro scafisti fermati dagli agenti della squadra mobile di Reggio Calabria. Si tratta di due egiziani, Mohamed Juad Abdel e Hassan Ibaia; un tunisino, Saiefewine Iben Massaoud e Ismail Daff del Guinea Bissau. In particolare il fermo dei quattro scafisti riguarda il trasporto dei migranti a bordo di barconi in due diversi episodi. Dalle testimonianze raccolte è emerso che i migranti, partiti tra il 21 e 22 settembre dalle coste libiche ed egiziane, hanno pagato ai membri dell'associazione, distinte somme di denaro: una quota quale corrispettivo del viaggio sui mezzi di trasporto terrestre ed una quota quale corrispettivo del viaggio da effettuare a bordo di imbarcazioni partite dalle coste libiche, per un importo complessivo compreso tra 2000 e 3000 dollari. I quattro scafisti sono accusati di associazione per delinquere e ingresso illegale nel territorio nazionale, aggravati dalla circostanza di aver sottoposto i migranti a pericolo per la loro vita e per la loro incolumità, nonché di averli sottoposti a trattamento inumano o degradante. Le indagini proseguono per l'identificazione degli organizzatori, dei finanziatori e degli altri complici degli scafisti.

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