
Reggio Calabria, 18 ottobre - Un'operazione del Gico-Goa della guardia di finanza di Reggio Calabria e della Direzione centrale servizi antidroga è in corso per l'arresto di 29 persone legate alle cosche di San Luca, Bovalino ed Africo ed alla Sacra corona unita pugliese accusate di traffico internazionale di cocaina. Tra loro anche Bruno Pizzata, ritenuto un noto narcotrafficante, Francesco Strangio e Sandro Bruzzaniti. In corso perquisizioni nelle province di Reggio, Cosenza, Brindisi, Milano, Monza/Brianza, Como e Genova.
L'inchiesta condotta stamani dalla guardia di finanza di Reggio Calabria e dal Servizio centrale antidroga, denominata Revolution, contro affiliati alla 'ndrangheta ed alla sacra corona unita, ha avuto punti di contatto con quella condotta dai carabinieri del Ros di Milano. In particolare, uno dei punti di contatto delle due inchieste condotte dalle Dda di Reggio Calabria e Milano, e' stato Bruno Pizzata, ritenuto un importante narcotrafficante, legato alla cosca di 'ndrangheta Pelle di San Luca. Le indagini, dunque, in alcuni casi sono state condotte in stretta collaborazione tra il Gico-Goa della guardia di finanza ed il Ros dei carabinieri di Milano con il coordinamento delle due procure.
Tra sequestri anche Bond americani falsi per 500 milioni di dollari
Bond della Federal Reserve degli Stati Uniti d'America falsi del valore nominale di 500 milioni di dollari sono stati sequestrati dalla guardia di finanza nel corso dell'inchiesta che stamani ha portato all' arresto di 29 presunti affiliati a 'ndrangheta e sacra corona unita dediti al narcotraffico. I bond, trovati nel 2011 a casa di un noto imprenditore di Ostuni (Brindisi), Antonio Flore, dovevano servire per precostituire linee di credito da utilizzare per successivi investimenti imprenditoriali. La scoperta dei bond falsi è giunta a latere dell'inchiesta principale su un vasto giro di cocaina. Indagando sul gruppo pugliese dell'organizzazione, i finanzieri del Gico-Goa del Nucleo di polizia tributaria di Reggio Calabria hanno accertato che lo stesso gruppo era impegnato ad introdurre in Italia i bond falsi da 500 milioni di dollari. Per evitare il danno economico che l'operazione finanziaria avrebbe causato, i finanzieri sono entrati in azione il 24 marzo del 2011 ed hanno sequestrato i bond che erano chiusi in cassaforte nell'abitazione di Flore. Il rinvenimento ha confermato ciò che era emerso dalle intercettazioni e l'esistenza di un gruppo dedito all'importazione di falsi bond che, secondo l'accusa, era composto da Mario Spagnolo, di 50 anni, Leonardo Brescia (42), Alessandro Molinari (47), Giancarlo Sorrone (47) e Cosimo Ribezzi (53). Le indagini sono state dirette dal procuratore capo facente funzioni di Reggio Calabria, Ottavio Sferlazza, dal procuratore aggiunto Nicola Gratteri e dai pm della Dda Federico Perrone Capano e Francesco Tedesco.
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