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Reggio Calabria, 24 settembre – Ancora sequestri di piantagioni di canapa ndiana da parte dei carabinieri a fine settembre, a riprova di come il microclima caldo umido particolarmente favorevole da un lato e la stessa criminalità abbiano creato un binomio tale da creare e sviluppare  intere ed estese piantagioni un po' in tutta la regione. In due distintie operazioni, i carabinieri hanno dunque svelato una fitta boscaglia di canapa. Nel primo caso i carabinieri hanno rinvenuto in località Calaporta nel comune di Condofuri, una piantagione di marijuana coltivata nel terreno di S.G, cinquantasettenne cuoco Condofurese. Sono state così sequestrate 500 piante di canapa indiana, alte 3 metri e pronte per essere raccolte con un valore stimato su 800.000 euro. Le piante erano ben nascoste in un agrumeto di bergamotti ed innaffiate dallo stesso impianto d’irrigazione utilizzato per il caratteristico agrume della zona. S.G. è stato denunciato a piede libero, per “produzione, traffico e detenzione illegale di sostanze stupefacenti o psicotrope”. La seconda operazione di contrasto alla coltivazione di sostanze stupefacenti l’hanno messa a segno i carabinieri di Locri supportati dallo Squadrone Eliportato Cacciatori di Calabria del G.O.C. di Vibo Valentia. Nel corso dell’operazione sono riusciti ad individuare Pierlugi Zimbalatti, 29 anni, che risultata irreperibile da più di due mesi. L’uomo è stato sorpreso a coltivare una piantagione, risultata ben curata e dotata di un sistema d’irrigazione, occultata tra la fittissima vegetazione all’interno di un torrente, e composta da 103 piante di canapa indiana, alte circa due metri. Già sottoposto alla sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno, il giovane risultava irreperibile dal 16 luglio scorso, quando la Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Reggio Calabria aveva emesso nei suoi confronti un ordine d’arresto di due anni e sei mesi per una serie di reati, (detenzione abusiva di armi, ricettazione) risalenti al 2006. Poco distante dalla piantagione i carabinieri hanno inoltre rinvenuto un rifugio, probabilmente servito all’uomo durante i mesi di latitanza in cui, oltre alla presenza di alcuni arredi e alimenti di prima necessità, è stato trovato  sia un fucile calibro 12, il cui furto risulta denunciato il 26 maggio 2011 a Borgonovo Valtidone in provincia di Piacenza, che 12 cartucce a pallini dello stesso calibro.

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