
Cosenza - I carabinieri di Cosenza hanno arrestato, nell’operazione denominata “Family Business” tre persone, Mario Ariello, 45enne, i figli Pilerio Ariello, 23enne, e il minore A.F. perché responsabili, a vario titolo in concorso, per tentata estorsione, detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e lesioni personali gravi. L'attività è stata coordinata dal sost. Proc. della Repubblica presso il Tribunale di Cosenza, Giuseppe Cozzolino, e del dott. Beniamino Calabrese, della Procura per i Minori di Catanzaro. I provvedimenti, sono stati emessi dal Gip del Tribunale di Cosenza e dal Gip del Tribunale per i Minori di Catanzaro.
In particolare, l’attività investigativa, ha avuto inizio del mese di aprile 2014, quando i carabinieri sono venuti a conoscenza, che un giovane era stato aggredito da alcuni componenti facenti parte dello stesso nucleo famigliare, che gli avevano procurato la frattura del femore, contrariamente a quanto denunciato dalla vittima al momento del ricovero, il quale riferiva ai sanitari che ciò era avvenuto accidentalmente.
Le ulteriori indagini, hanno permesso di acclarare, che il giovane era stato da prima minacciato e poi aggredito, in più occasioni, dai componenti della stessa famiglia, per intimorirlo e costringerlo a consegnare il ricavato di una attività di spaccio da loro gestita nel centro storico di Cosenza; il debito, in realtà, era stato saldato a uno dei componenti della famiglia all’insaputa degli altri.
La “famiglia”, al fine di ottenere il denaro, ha inferto lo stesso trattamento intimidatorio e persecutorio alla madre e al fratello della vittima, con minacce di morte. Tant’è che quest’ultimo è stato costretto a spacciare per saldare l’ipotetico debito del fratello, che da pochi centinaia di euro, con gli “interessi”, é lievitato a migliaia di euro. Gli arrestati sono stati condotti presso il carcere di Cosenza, mentre il minore presso il Centro di Giustizia Minorile di Catanzaro. E’ stato denunciato anche G.C., 21enne, per gli stessi reati.
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