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Reggio Calabria - Nel mese di marzo si è svolta un’operazione, svolta in ambito regionale e coordinata dal capo reparto Operativo della direzione marittima di Reggio Calabria, Cesare Cama, finalizzata al controllo dell’intera filiera pesca, denominata “Safe Swordfish”. La Capitanerie di Porto, con l’aiuto di mezzi terrestri e navali, ha effettuato numerosi controlli sull’intera filiera della pesca, con la collaborazione dei servizi veterinari delle Aziende sanitarie provinciali; sono state verificate le condizioni igienico sanitarie dei pescherecci, delle pescherie, dei mercati ittici e dei locali di ristorazione. Ulteriori controlli hanno riguardato la tutela delle specie ittiche pescate, per verificarne le dimensioni e le specie d’appartenenza e la verifica della corretta pesatura dei prodotti ittici.

L’operazione è stata condotta secondo le direttive del direttore Marittimo Gaetano Martinez, in Calabria e Basilicata, con il coinvolgimento di 205 militari, appartenenti alle Capitanerie di Reggio Calabria, Crotone, Vibo Valentia, Gioia Tauro e Corigliano Calabro ed ai rispettivi uffici marittimi dipendenti, che hanno operato avvalendosi di pattuglie terrestri e navali. I 688 controlli eseguiti hanno riguardato tra l’altro: 41 pescherecci; 372 ai punti di sbarco, 42 grossisti/stabilimenti di grande distribuzione, 16 locali di ristorazione, 63 pescherie, 105 ambulanti/furgoni e 46 supermercati/mercati ittici. L’attività di polizia marittima si è concretizzata in: 34 verbali di illeciti amministrativi, per un importo complessivo di 51.400 euro; 21 comunicazioni di notizie di reato (cattive condizioni igienico-sanitarie, frodi in commercio, pesca di prodotto sotto misura); 2.098 Kg di prodotti ittici sequestrati e 3 attrezzi da pesca sequestrati.

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