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Reggio Calabria, 22 marzo - La squadra mobile di Reggio Calabria, insieme a personale delle volanti, ha condotto questa mattina all'alba un'operazione per l'arresto di sette cittadini appartenenti alla comunità nomade stanziale della città, accusati di lesioni, resistenza a pubblico ufficiale e violenza. Per l'accusa, nel settembre scorso, gli indagati, insieme ad altre persone, aggredirono alcuni poliziotti intervenuti nel quartiere "Ciccarello" per eseguire degli arresti di loro amici consentendo la loro fuga. 

I fatti

Calci, pugni, offese e minacce all'indirizzo dei poliziotti. Il tutto per evitare l'arresto di un congiunto. Comportamenti ripetuti nell'arco di pochi giorni. E' con questa accusa che gli agenti della squadra mobile di Reggio Calabria, insieme a quelli delle volanti, hanno arrestato sei persone appartenenti alla comunità nomade stanziale che vive nel quartiere Ciccarello. Una settima persona é irreperibile. Gli indagati, Massimo Bevilacqua, di 37 anni (già detenuto per altra causa), Mariarosangela Corrado (32), Doriana Corrado (24), Damiano Vincenzo Bevilacqua (31), Massimo Berlingieri (37) e Damiano Berlingieri (35) e Orlanda Bevilacqua (34), quest'ultima irreperibile, sono accusati di resistenza a pubblico ufficiale, minacce, lesioni, calunnia e procurata inosservanza di pena. Per tutti, tranne che per Bevilacqua, sono stati disposti i domiciliari. I fatti risalgono al settembre scorso. Nel primo caso, il 12 settembre, gli agenti di una volante hanno notato un'auto sospetta, ma il conducente è fuggito ad alta velocità. L' inseguimento si è concluso in un piazzale al centro delle case popolari del rione Ciccarello. Gli agenti hanno riconosciuto il conducente come Massimo Bevilacqua, ma mentre si apprestavano a scendere dall'auto per inseguirlo a piedi sono stati affrontati da una donna, identificata in Mariarosangela Corrado, moglie di Bevilacqua, che li ha aggrediti con calci e pugni gridando frasi come "vi prendo le pistole e vi sparo, vi scanno". Un uomo col volto coperto da passamontagna ha poi aggredito un agente alle spalle colpendolo ripetutamente con pugni al collo. Il collega é intervenuto ed è riuscito a sfilare il passamontagna riconoscendo l'aggressore come Damiano Vincenzo Bevilacqua. Quest'ultimo è riuscito a fuggire grazie all'intervento di altri nomadi, uomini, donne ed anziani, che hanno impedito fisicamente l'inseguimento. Solo l'intervento di altre volanti ha riportato la situazione alla tranquillità. Pochi giorni dopo, il 18 settembre, un'altra volante ha fermato per un controllo un'auto guidata da Damiano Vincenzo Bevilacqua. Subito si sono avvicinate due persone, Massimo e Damiano Berlingieri, che hanno ostacolato e minacciato gli agenti. I tre sono poi riusciti a fuggire, coperti da un lancio di bottigliette da parte di altre persone.

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