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Roma - Processo in Cassazione rinviato a data da destinarsi per Padre Fedele Bisceglia e l'ex segretario Antonio Gaudio, entrambi accusati e condannati per violenza sessuale nei confronti di una suora. La motivazione del rinvio sta nel fatto che l’avvocato Eugenio Bisceglia, difensore dell’ex frate, ha fatto rilevare l'incompatibilità di un giudice che si era già occupato della vicenda. L’eccezione mossa dal legale è stata accolta e il processo è stato rinviato. Lo slittamento dell’udienza è stato determinato in calendario per oggi - collegio presieduto da Claudia Squassoni - è stata l'astensione del consigliere Amedeo Franco che si era già occupato, sempre in Cassazione, di questa vicenda.

La condanna per Padre Fedele, in primo e secondo grado, è stata di 9 anni e 3 mesi mentre per Gaudio di 6 anni e 3 mesi. L’accusa è quella di  aver compiuto ripetute violenze su una suora all'interno della comunità l'Oasi francescana di Cosenza, il centro di accoglienza per poveri e immigrati da lui diretto fino al 2006. Nell'Oasi venivano ospitate anche donne disagiate che hanno subito le molestie del Bisceglia, uomo dalla personalità esuberante ed eccentrica che ha sempre sostenuto di essere vittima di un complotto senza mai riuscire a dimostrare la sua tesi. Bisceglia (77 anni), fu arrestato il 23 giugno 2006, dopo le denunce della religiosa abusata ritenuta credibile da magistrati e inquirenti, e in seguito venne sospeso 'a divinis'.
Il verdetto di secondo grado è stato emesso il 17 dicembre 2012 dalla Corte di Appello di Catanzaro, quello di primo grado il sei luglio 2011, dal Tribunale di Cosenza. "L'istruttoria dibattimentale - è scritto nelle motivazioni della sentenza di primo grado convalidata in appello - ha permesso di avere un quadro della personalità del Bisceglia affatto diversa da quella che si accosterebbe a un religioso, ponendo in evidenza come l'imputato in parola sia stato soggetto, quantomeno negli anni coevi agli episodi denunciati, alla forza irrefrenabile di istinti sessuali che lo hanno portato ad atteggiamenti quantomeno lascivi nei confronti di diverse donne". Ad avviso del Tribunale, "tale profilo, che emerge prepotentemente dalle risultanze istruttorie che si vanno a evidenziare analiticamente, non può avere alcuna rilevanza probatoria in ordine agli specifici episodi contestati, ma cionondimeno contribuisce a connotare di intrinseca attendibilità e verosimiglianza le sconvolgenti dichiarazioni della suora, che, alla luce del quadro della personalità del Bisceglia quale emerge dalle intercettazioni e dalle numerose deposizioni dibattimentali di donne ospiti dell'Oasi francescana, appaiono assolutamente coerenti con siffatta personalità". Il verdetto evidenziava inoltre che "del tutto esplicito è il contenuto di molte intercettazioni telefoniche, in cui il Bisceglia si dimostra in preda ai propri istinti sessuali, incapace di controllarli e praticamente ossessionato dalle donne". "Emerge una personalità morbosa del Bisceglia - concludevano i giudici di merito - che era di fatto ossessionato dal tentativo di soddisfare i suoi desideri sessuali e di dimostrare la propria virilità, dall'altro la triste realtà delle ospiti femminili dell'Oasi francescana, che, vittime di storie personali disagiate, erano spesso costrette a subire le avance del Bisceglia pur di non perdere l'opportunità di soggiorno gratuito e di assistenza che le stesse potevano godere all'interno della struttura".

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