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Cosenza - La Guardia di Finanza di Cosenza ha sequestrato preventivamente beni immobili per un valore di mezzo milione di Euro. Il sequestro è l’esito di un’attività dei finanzieri coordinata dal Procuratore della Repubblica di Castrovillari e dal Sostituto Procuratore, nei confronti di un imprenditore di Avellino, M. E., 64 anni, indagato per il reato di riciclaggio. Le indagini sono state avviate a seguito di una segnalazione delle Autorità della Confederazione Elvetica alla Procura di Castrovillari in materia di riciclaggio data la presenza su un conto corrente, intestato all’indagato e acceso presso la filiale di Zurigo di una banca svizzera, della somma di 530 mila Euro, quasi interamente riconducibile a fondi comunitari indebitamente percepiti da una società che avrebbe dovuto avviare un’attività di riproduzione di supporti video nel comune di Morano Calabro in provincia di Cosenza. Era già stato accertato che la società non è mai stata operativa a Morano e che i beni in realtà mai acquistati, erano oggetto di sovvenzioni pubbliche mai pervenuti alla società.

Malgrado il relativo procedimento penale fosse stato archiviato per prescrizione, la Corte dei Conti, nel 2011, rilevando la sussistenza del danno erariale, aveva condannato il rappresentante legale della società, L. G., 57 anni, di Benevento, al pagamento all’Erario della somma indebitamente percepita a titolo di finanziamenti pubblici. L’indagato al fine di ostacolare l’identificazione della provenienza illecita e far perdere le tracce delle sue movimentazioni di denaro, ha trasferito la somma dai conti della società su diversi conti a lui intestati presso diverse banche svizzere. All’uomo è stato contestato il reato di riciclaggio di denaro escludendo, preventivamente, la sua responsabilità nel reato presupposto di truffa aggravata ed ha disposto il sequestro per equivalente di immobili, ubicati a Milano ed Avellino, stimati intorno ai 950 mila euro fino all’ammontare di circa 500 mila Euro, riconducibili alla sua famiglia. L’attività info-investigativa ha confermato che la società percettrice dei fondi a favore delle regioni svantaggiate economicamente come la Calabria di cui alla legge n. 488/92 era completamente inattiva.

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