
Catanzaro - Due persone sono state arrestate e poste ai domiciliari dalla Guardia di finanza di Catanzaro per una truffa ai danni dell'Inps. Inoltre, i finanzieri hanno denunciato circa 460 falsi braccianti che percepivano illegalmente le indennità di disoccupazione, malattia e maternità. Le indagini, condotte dal sostituto procuratore Carlo Villani, hanno portato a scoprire una vera e propria organizzazione che gestiva l'attività illecita. La truffa ammonterebbe ad oltre 3 milioni di euro.
A domiciliari imprenditore e commercialista
Le due persone poste ai domiciliari sono l'imprenditore Annibale Notaris, 50 anni, e il commercialista Antonino Porcaro, 45 anni. Ai due è stata notificata una ordinanza di custodia cautelare emessa dal giudice per le indagini preliminari Abigail Mellace, che ha accolto la richiesta del sostituto procuratore Carlo Villani. Annibale Notaris era stato già coinvolti negli anni scorsi in una truffa ai danni dell'Inps e dell'Inail relativa sempre a falsi braccianti agricoli.
Beni sequestrati, c'è anche Porsche intestata a bambino
Beni per tre milioni di euro sono stati sequestrati dalla Guardia di finanza nell'inchiesta sui falsi braccianti. Tra i beni sequestrati c'è anche una Porsche intestata ad un bambino di 11 anni imparentato con Notaris. L'automobile era comunque in uso all'imprenditore agricolo. Sono stati sequestrati anche a 13 fabbricati, un frantoio, terreni, 15 autoveicoli e conti correnti.
Truffa a gestione familiare
Nell'inchiesta sui falsi braccianti sono indagate anche la moglie e le due figlie di Notaris per le quali la Procura aveva chiesto l'arresto, non concesso dal giudice per le indagini preliminari. L'inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore Carlo Villani, ha portato ad individuare un'associazione per delinquere composta dall'imprenditore, dalla moglie, dalle due figlie e dal commercialista. Per le tre donne il gip, Abigail Mellace, ha deciso di non concedere l'arresto perchè avrebbero avuto un ruolo non organizzativo, ma solo esecutivo Da febbraio dell'anno scorso Notaris ha acquisito, con la complicità di Porcaro, una serie di terreni attraverso la stipula di contratti di comodo, spesso sottoscritti anche con persone decedute, in modo da giustificare il fabbisogno di centinaia di braccianti agricoli. Attraverso questo sistema è stata portata a termine un truffa da due milioni e 300 mila euro ai danni dell'Inps, relativamente alle indennità per i falsi braccianti, e di 660 mila euro ai danni dell'Agea per i relativi finanziamenti comunitari. Il ruolo della moglie e delle figlie di Notaris sarebbe stato, secondo gli investigatori, quello di individuare e coinvolgere i falsi i braccianti. Le indennità pagate dall'Inps, inoltre, secondo l'accusa, venivano intascate dalla società di Notaris, mentre ai finti braccianti era destinata la posizione contributiva ai fini pensionistici I particolari delle indagini sono stati resi noti nel corso di una conferenza stampa dal procuratore aggiunto di Catanzaro, Giovanni Bombardieri, dal comandante provinciale della Guardia di Finanza, gen. Antonio De Nisi, ed il comandante del nucleo di polizia tributaria, col. Mario Palumbo.
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