
Gioia Tauro - Sei ragazzi, quattro minorenni tra i 4 e gli 8 anni e due ragazzi più grandi, di cui uno affetto da problemi psichici e motori, sono stati trovati dai carabinieri segregati in una stanza al secondo piano di una delle 17 palazzine che formano il villaggio rom di Gioia Tauro. I bambini hanno difficoltà a muoversi e a parlare. La Procura di Palmi ha disposto l'arresto della mamma, Giovanna Bevilacqua, 45 anni, della nonna Fiorina Amato, 60 anni e della zia, Angela Amato.
Le tre donne arrestate sono accusate di sequestro di persona, maltrattamenti e riduzione in schiavitù. L'indagine è coordinata dal Procuratore della Repubblica dei minori di Reggio Calabria, Carlo Macrì, dal sostituto Francesca Stilla e dal procuratore di Palmi, Giuseppe Creazzo. Quando gli investigatori sono entrati nella stanza dove erano segregati i quattro minorenni e i due ragazzi, hanno trovato escrementi e avanzi di cibo ovunque. I sei giovani erano in precarie condizioni igienico sanitarie. La stanza, inoltre, era senza luce e con scarsa aria. Quando sono stati portati all'esterno della stanza i bimbi e i due ragazzi si sono coperti il volto con le mani perché erano infastiditi dalla luce del sole. Gli inquirenti stanno cercando di ricostruire da quanto tempo e il motivo per il quale erano stati segregati. La stanza è stata individuata dagli investigatori nel corso di una perquisizione all'interno del villaggio rom di Gioia Tauro finalizzata alla ricerca di merce rubata. Durante l'operazione sono stati aperti tutti gli appartamenti e gli scantinati e, nella palazzina 13, è stata individuata una stanza chiusa all'interno della quale erano nascosti i sei ragazzi.
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