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Catanzaro - Il Comune di Catanzaro ha ottenuto dalla Corte d'Appello di Roma il riconoscimento della restituzione di tre milioni e mezzo di euro. Ne dà notizia l'ente con un comunicato dell'ufficio stampa. "Nel lontano 1990, con finanziamento della Cassa per il Mezzogiorno - è detto nella nota - era stato aggiudicato ad un'impresa locale un importante appalto di lavori di completamento degli acquedotti esterni della città di Catanzaro (Simeri, Passante, Uncinale e Acquedotto di Catanzaro), argomento di grande attualità, stante le notorie vicissitudini cittadine in materia di erogazione idrica. L'appalto sin dall'inizio è stato travagliato da vicende complesse, con necessità di varianti progettuali e sospensioni dei lavori. Poi, in quiescenza da diverso tempo, è stato oggetto dell'intervento del prefetto Stanges quale autorità 'sblocca cantieri, secondo le disposizioni all'epoca vigenti. In base a trattative ed accordi ad opera del medesimo, sono stati ripresi i lavori. L'impresa, però, ciononostante, ha inserito diverse rivendicazioni, confluite in una richiesta di arbitrato per pretese di oltre quattro milioni e mezzo di euro".

"L'arbitrato - si afferma ancora nel comunicato - ha accolto in parte le richieste delle imprese, ragione per la quale il Comune sin dall'anno 2008, a seguito di pignoramento, è stato costretto a pagare l'importo di circa tre milioni di euro (comprendendo le spese dell'arbitrato). Il Comune, con il patrocinio dell'avv. Raffaele Mirigliani, ha proposto impugnazione del lodo arbitrale dinanzi alla Corte d'appello di Roma ed a conclusione di tale complesso e laborioso giudizio, nel quale ovviamente l'impresa ha resistito con un agguerrito collegio difensivo, è stata emessa una sentenza favorevole al Comune immediatamente dopo la discussione della causa all'udienza del 14 gennaio scorso. Con la sentenza, in particolare, è stato annullato il lodo (in realtà due, uno parziale e l'altro definitivo) ed è stata disposta la restituzione delle somme erogate, con gli interessi, nonché le spese dell'arbitrato e le spese di difesa del Comune. Ne consegue un titolo esecutivo a favore del Comune che può calcolarsi attorno ai tre milioni e mezzo di euro". "Quindi - conclude la nota - una clamorosa boccata di ossigeno per il bilancio comunale, accolta come tale dal sindaco, Sergio Abramo, con soddisfazione e doveroso riconoscimento del merito del patrocinio comunale. Ciò anche se, a parte le difficoltà del recupero, è anche prevedibile che la vicenda avrà ulteriori seguiti giudiziari".

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