
Reggio Calabria – La Corte d'appello di Reggio Calabria ha ridotto le condanne per i cinque imputati accusati di aver stuprato Anna Maria Scarfò, la ragazza di San Martino di Taurianova violentata dal branco quando aveva solo 13 anni. Sono stati condannati a 7 anni di reclusione (8 anni in primo grado) Mauraurizio Hanaman, Giuseppe Chirico, Antonio Cianci e Antonio Cutrupi; Fabio Piccolo condannato a 7 anni e 8 mesi (9 anni era l’accusa in primo grado). Anna Maria Scarfò, ora 27enne, fu violentata nel 1999 per la prima volta dal branco quando aveva l'età di 13 anni e secondo l’accusa, le violenze, secondo l'accusa, proseguirono per tre anni. La ragazza decise poi di denunciare quanto le stava accadendo ai carabinieri di San Martino di Taurianova. Dopo la denuncia la ragazza fu costretta a vivere per anni chiusa in casa con la sua famiglia per evitare le ingiurie e le minacce da parte dei familiari dei suoi aguzzini. Nel giugno del 2010 Anna Maria Scarfò ha accettato di lasciare il suo paese di origine per recarsi, così come prevede la legge sullo stalking, a vivere in una località protetta. La vicenda di Scarfò è raccontata nel libro 'Malanova', della giornalista e scrittrice Cristina Zagaria.
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