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Vibo Valentia - “Considerato che fino ad oggi non ho avuto alcuna comunicazione riguardo la continuazione della tutela alla mia persona, ritengo che da domani lo Stato 'mi scarichi' e mi 'consegni' a facili ritorsioni criminali". Lo ha detto il testimone di giustizia Nello Ruello nel corso di una conferenza stampa che ha convocato un mese dopo la revoca della tutela nei suoi confronti.

"Lo Stato - ha aggiunto Ruello - abbandona un cittadino che, con coraggio e senza mai reticenze, ha denunciato un clan che per 40 anni ha tenuto sotto scacco questo territorio. Al prefetto Giovanni Bruno avrei voluto domandare come mai la Prefettura di Vibo Valentia e il Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica usano due pesi e due misure con altri testimoni. Devo ritenere ci sia una sorta di avversità nei miei confronti da parte della Prefettura di Vibo Valentia, avversità che avevo già subito sulla mia pelle nel 2006 e che fu poi risolta grazie al sottosegretario all'Interno di allora, Ettore Rosato". "Ora, se dovesse succedermi qualcosa - ha concluso il testimone di giustizia - l'unico responsabile sarà lo Stato".

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