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Cosenza - Si spacciava per avvocato proponendosi d'istruire pratiche per l'emersione di lavoratori immigrati, ma agli ignari ''clienti'' consegnava falsi certificati ottenendo dai 300 ai mille euro a pratica. La sua attività è stata interrotta dagli investigatori della squadra mobile di Cosenza che lo hanno arrestato e posto ai domiciliari. M.S., 41 anni, è accusato, tra l'altro, di truffa e falso in atti pubblici, contraffazione delle impronte di una pubblica certificazione.

L'uomo è accusato anche di contraffazione del sigillo dello Stato e uso del sigillo contraffatto, violazione delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa, e delle sanzioni e provvedimenti nei confronti di datori di lavoro che impiegano cittadini di Paesi terzi il cui soggiorno è irregolare. Dalle indagini della squadra mobile cosentina, è emerso che l'uomo, nell'ambito della procedura di emersione dei lavoratori immigrati, formava documenti in tutto o in parte falsi che dovevano essere utilizzati per la regolarizzazione degli immigrati privi del permesso di soggiorno. In particolare l'uomo avrebbe contraffatto la ricevuta apparentemente rilasciata dal Ministero dell'Interno che attesta l'avvenuta ricezione della domanda di emersione dell'immigrato; i bollettini Mav relativi ai contributi previdenziali e assicurativi apparentemente versati all'Inps quale presupposto necessario per la regolarizzazione; il modello informatico intestato al Ministero dell'Interno e apparentemente rilasciato dall'Ufficio sportello unico per l'immigrazione contenente dati fittizi del datore di lavoro oltre al falso contratto di soggiorno ed al falso certificato di attribuzione del codice fiscale del lavoratore. La documentazione contraffatta veniva poi consegnata ai lavoratori immigrati clandestini affinché gli stessi procedessero alla richiesta del permesso di soggiorno. Ma quando i lavoratori si presentavano in Prefettura o in Questura per perfezionare la pratica venivano alla luce le contraffazioni. Da qui l'avvio dell'inchiesta che ha portato all'arresto di S. . Nel corso della perquisizione nella sua abitazione, gli agenti della mobile hanno trovato anche un certificato di laurea palesemente falso.

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