Salta al contenuto principale

calverde.jpg

Cosenza - I Carabinieri Forestali del Reparto Parco Nazionale della Sila hanno eseguito, al termine di un'attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica di Castrovillari, due misure cautelari di arresti domiciliari nei confronti di un dirigente di Calabria Verde, l'azienda forestale regionale, e di un agronomo per il reato di concussione in concorso. I dettagli dell'operazione saranno resi noti durante una conferenza stampa che si terrà nell'Ufficio del Reparto Parco Nazionale della Sila, in Viale della Repubblica a Cosenza. Alla conferenza stampa interverranno il Procuratore Capo di Castrovillari, Eugenio Facciolla e il Comandante del Reparto Parco Nazionale della Sila.

I carabinieri forestali, inoltre, hanno anche eseguito perquisizioni nella sede di Calabria Verde a Catanzaro, alla ricerca di documenti. Le ipotesi di reato si riferiscono ad alcune concessioni boschive rilasciate a una ditta della provincia di Cosenza.

Chiesta tangente per autorizzazione boschiva

Riguarderebbe una tangente da 20 mila euro pagata per il rilascio di un'autorizzazione boschiva l'inchiesta della Procura della Repubblica di Castrovillari che ha portato stamattina all'arresto da parte dei carabinieri forestali di due persone con l'accusa di concussione. Gli arrestati sono Antonella Caruso, di 53 anni, funzionaria di "Calabria Verde" l'ente in house della Regione Calabria che gestisce il settore della forestazione, e Salvatore Procopio, di 60 anni, agronomo. Secondo l'accusa, Antonella Caruso avrebbe costretto un imprenditore boschivo a consegnare i 20 mila euro per ottenere un importante appalto per un'attività di disboscamento nel territorio di Castrovillari. Procopio, a sua volta, sempre secondo l'accusa, avrebbe fatto da tramite, per la richiesta ed il pagamento della tangente, tra Antonella Caruso e l'imprenditore boschivo.

Procuratore Facciolla: “È ora che le istituzioni si sveglino”

"E' un segmento dell'inchiesta che riguarda Calabria Verde particolarmente importante, perché mette il dito nella piaga del problema collegata alla gestione dei tagli dei boschi e forse anche agli incendi boschivi estivi". Lo ha detto Eugenio Facciolla, procuratore di Castrovillari (Cosenza), nel corso della conferenza stampa che è' seguita all'arresto di due persone per concussione. La vicenda riguarda una presunta tangente pagata nell'ottobre dello scorso anno.

"L'imprenditore Spadafora si era già aggiudicato gli appalti - ha precisato Facciolla - ma quando sono iniziati, i lavori sono stati subito bloccati ed è stato avvicinato per far si che si potessero sbloccare i tagli boschivi". "C'è un problema culturale di mancanza di rispetto del territorio, ma c'è anche un problema di crisi a livello politico e istituzionale, - ha detto Facciolla - è ora che ci si svegli e che si capisca che si deve rimuovere, sospendere, spostare altrove chi rimane nelle maglie della giustizia".

Segui il Lametino
Le notizie di Lamezia e della Calabria, dove preferisci tu.