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Reggio Calabria - Una serie di eccezioni preliminari, tra cui quella relativa alla competenza territoriale, sono state sollevate dal difensore di Chiara Rizzo, l'avvocato Bonaventura Candido, nel corso del processo iniziato stamane a Reggio Calabria. Chiara Rizzo, moglie dell'armatore ed ex deputato di Forza Italia, Amedeo Matacena Jr, attualmente a Dubai dopo la condanna in via definitiva a tre anni per concorso esterno in associazione, è accusata di procurata inosservanza della pena nei confronti del marito e di aver tentato di schermare il patrimonio familiare. Nel processo è imputato anche uno dei più stretti collaboratori, Martino Politi.

Nel corso del suo intervento, l'avvocato Candido ha posto all'attenzione del Collegio le presunte illegittimità per violazione delle norme che regolano il mandato di cattura europeo, e la lacunosità del capo di imputazione. Il difensore ha invocato poi il trasferimento dinanzi al Tribunale di Roma del procedimento a carico della sua assistita per questioni di competenza territoriale, richiedendo anche l'eliminazione dell'aggravante mafiosa dal complesso delle accuse contestate a Chiara Rizzo. Nella sua replica, il titolare dell'accusa, il pm della Dda di Reggio Calabria, Giuseppe Lombardo, ha ribadito che le argomentazioni esposte dalla difesa "sono state affrontate e risolte non solo dal tribunale del Riesame, ma anche dal Supremo Collegio a sezioni unite".

Sarà quindi il Tribunale a decidere sulle richieste della difesa di Chiara Rizzo e sull'intervento del pubblico ministero il prossimo 11 marzo. Quel giorno, inoltre, i giudici decideranno anche sull'istanza di revoca della misura del soggiorno obbligato a carico di Chiara Rizzo per il venir meno del pericolo della reiterazione dei reati.

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