
Reggio Calabria - Il gip di Reggio Calabria ha emesso un'ordinanza di custodia cautelare per l'imprenditore catanzarese che vive in Libano Vincenzo Speziali nell'ambito dell'inchiesta in cui è coinvolto Claudio Scajola. Lo ha detto il pm della Dda Giuseppe Lombardo nell'udienza alla moglie di Matacena Chiara Rizzo. Speziali è considerato latitante.
Speziali è accusato di procurata inosservanza della pena, aggravata dall'avere agevolato un sodalizio mafioso, in favore dell'ex deputato Amedeo Matacena condannato in via definitiva a tre anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa ed adesso latitante a Dubai. Speziali era stato indagato sin dall'inizio dell'inchiesta che l'8 maggio dello scorso anno portò all'arresto di Scajola, della Rizzo e di altre sei persone. L'imprenditore, nipote omonimo dell'ex senatore del Pdl, secondo l'accusa avrebbe cercato di sfruttare i suoi contatti con politici libanesi di primo piano, tra i quali l'ex presidente Amin Gemayel, per aiutare Scajola a fare trasferire Matacena da Dubai a Beirut, in Libano, Paese ritenuto dagli indagati - sempre secondo l'accusa - un luogo più sicuro per evitare un'eventuale estradizione dell'ex parlamentare di Forza Italia. Il pm Lombardo ha annunciato che la settimana prossima depositerà al tribunale gli atti riguardanti Speziali.
Processo a Chiara Rizzo, depone funzionario Polizia
E' stata dedicata alla deposizione del vicequestore della Polizia di Stato Leonardo Papaleo, già in servizio alla Dia di Reggio Calabria, l'udienza di oggi del processo che vede imputata la moglie di Amedeo Matacena, Chiara Rizzo, ed il collaboratore dell'ex deputato di Fi, Martino Politi. Papaleo, in particolare, ha parlato di alcuni contatti intercorsi tra Matacena e Bruno Mafrici, consulente calabrese con studio in via Durini a Milano e già indagato in un altro troncone dell'inchiesta Breakfast, quello che nel 2012 coinvolse anche l'ex tesoriere della Lega nord Francesco Belsito, entrambi ritenuti responsabili dalla Dda reggina di riciclaggio aggravato dall'avere agevolato la cosca di 'ndrangheta dei De Stefano. Nei colloqui intercettati, risalenti al periodo tra aprile e giugno 2011, ha detto il funzionario di polizia, "emerge la richiesta di denaro di Matacena a Mafrici che si impegnò nella vendita della casa reggina del politico". Quindi Papaleo ha ricostruito i rapporti tra Chiara Rizzo e i fratelli Cecilia e Giorgio Fanfani, figli di Amintore, destinatari, giusto un anno fa, l'8 maggio 2014, di un decreto di perquisizione emesso dalla Dda di Reggio Calabria nell'ambito dell'inchiesta sulla latitanza di Matacena, ma non indagati. Da alcune telefonate, ha detto Papaleo, emerge che Cecilia Fanfani aveva indicato nell'avvocato Ottavia Molinari la persona adatta ad assistere Matacena a Dubai dopo il suo arresto avvenuto pochi giorni dopo l'arrivo negli Emirati Arabi Uniti. Matacena in seguito fu scarcerato e si trova tuttora libero a Dubai. Dalle intercettazioni, ha proseguito l'ex funzionario della Dia reggina, sono emerse anche le richieste di incontro fatte dalla Rizzo nei confronti di un banchiere monegasco che si sarebbe detto disponibile a fare da tramite con un altro banchiere al fine di costituire una posizione finanziaria usufruibile dalla stessa Rizzo. L'udienza è stata aggiornata a martedì prossimo.
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