
Reggio Calabria - La testimonianza di oltre duecento persone è stata chiesta dal pubblico ministero della Dda di Reggio Calabria, Giuseppe Lombardo, nel processo nei confronti di Claudio Scajola e di Maria Grazia Fiordalisi, segretaria dell'armatore Amedeo Matacena. Nel processo, in corso davanti ai giudici del Tribunale di Reggio Calabria, si contesta ai due imputati di avere favorito la latitanza di Amedeo Matacena, condannato in via definitiva per concorso esterno in associazione mafiosa "Abbiamo chiesto un numero così consistente di testi - ha detto il pm Lombardo - perché in moltissimi casi l'impostazione dell'accusa è poggiata appunto sulle loro dichiarazioni spontanee. L'ufficio del pubblico ministero intende dimostrare la responsabilità degli odierni imputati in relazione alle singole circostanze".
Lombardo ha anche chiesto l'acquisizione al dibattimento delle intercettazioni telefoniche. L'ex ministro Claudio Scajola non ha partecipato a causa del maltempo alla seconda udienza del processo a suo carico in corso a Reggio Calabria. Per motivi legati alle difficoltà del traffico aereo, infatti, Scajola non è riuscito a raggiungere in tempo utile Reggio Calabria. L'udienza di stamane è stata quindi caratterizzata dalle relazioni del pubblico ministero distrettuale, Giuseppe Lombardo, e dalla linea di difesa di Scajola, rappresentata dall'avvocato Giorgio Perrone.
Difesa chiede di rimettere in libertà ex ministro
L'avvocato Giorgio Perrone, difensore di Claudio Scajola, ha chiesto ai giudici del tribunale di Reggio Calabria di rimettere in libertà l'ex ministro. La richiesta è stata avanzata nel corso del processo in corso a Reggio Calabria nei confronti di Scajola per i presunti aiuti alla latitanza dell'armatore Amedeo Matacena. Attualmente Scajola è detenuto agli arresti domiciliari. Secondo l'avvocato Perrone, non ci sarebbero più le esigenze cautelari per mantenerne la detenzione.
"E' arrivato il momento - ha detto il difensore di Scajola - di rimettere in libertà Claudio Scajola". L'avvocato Perrone ha chiesto ed ottenuto che l'ex ministro dell'Interno, perdurando gli arresti domiciliari, possa essere visitato a casa dal prof. Mario Igor Rossello per problemi legati ad un problema al braccio destro. Sull'istanza del difensore di Scajola il pubblico ministero Giuseppe Lombardo fornirà il suo parere entro 48 ore. Il processo è stato quindi aggiornato al 14 novembre quando saranno sentiti i primi due testi del pubblico ministero, l'ex capo centro della Dia di Reggio Calabria, Gianfranco Ardizzone, ed il dirigente di polizia già in servizio alla Dia di Reggio Calabria, Leonardo Papaleo.
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