
Catanzaro - Quattro persone sono state arrestate dai Carabinieri nel corso di un'operazione condotta nei quartieri a Sud della citta' di Catanzaro. Si tratta di esponenti della cosca di etnia rom che gestisce i traffici illeciti nel capoluogo calabrese. Ai quattro sono contestati i reati di tentata estorsione aggravata dalle modalita' mafiose e furto aggravato. L'operazione, denominata "Delta", e' stata portata a termine dai carabinieri del Reparto investigativo provinciale e della Compagnia di Catanzaro e ha riguardato i quartieri di Santa Maria e Catanzaro Lido. La citta' e' al centro di un' escalation criminale che ha destato grande allarme sociale.
Agli arrestati vengono contestate, in particolare, alcune tentate estorsioni avvenute ai danni di esercizi commerciali della zona davanti ai quali, a scopo intimidatorio, sono state collocate bottigliette contenenti liquido infiammabile. I dettagli saranno resi noti dagli inquirenti in una conferenza stampa in programma per le 10 nella sede del comando provinciale dei Carabinieri alla presenza del procuratore capo, Vincenzo Antonio Lombardo.
Estorsioni, arresti seguendo auto indagato
È seguendo la Lancia Delta di un indagato che i carabinieri hanno individuato i responsabili di cinque tentate estorsioni e numerosi furti di automobili nel parcheggio del centro commerciale 'Le Fontane' di Catanzaro. I quattro arrestati sono Gaetano Cardamone, di 28 anni; Daniele e Marco Passalacqua, di 25 e 19 anni, e Damiano Veneziano, di 26. Nell'inchiesta è indagato anche un minorenne. Le cinque tentate estorsioni ed i furti di automobili erano iniziate nel dicembre del 2014 e sono proseguite fino ai giorni scorsi. L'inchiesta, inizialmente condotta dalla Procura della Repubblica di Catanzaro, è successivamente passata alla Dda perchè è emerso che l'ispiratore dei reati sarebbe un esponente della comunità rom già indagato per associazione di tipo mafioso. Le indagini dei carabinieri ora proseguono per individuare gli autori di altri attentati e intimidazioni compiuti a Catanzaro negli ultimi mesi.
Dopo avere messo in atto le intimidazioni o i furti di auto, secondo quanto emerge dalle indagini, i quattro arrestati si ritrovavano in un bar di Catanzaro Lido per "un momento di ristoro - affermano gli investigatori - ed in tutte le circostanze abbiamo dei riscontri ai fatti". I particolari dell'operazione "Delta", chiamata in questo modo proprio dal modello dell'automobile di Cardamone, sono stati resi noti nel corso di una conferenza stampa. Il Procuratore della Repubblica di Catanzaro, Vincenzo Antonio Lombardo, ha evidenziato che "i milanesi si riprendono Milano ma i catanzaresi possono tenersi la città di Catanzaro, che non avevano perso. In tempi brevi siamo riusciti a dare una risposta ad una serie di episodi criminali avvenuti nel capoluogo e per molti altri le indagini sono in fase avanzata. Dalle indagini è emerso anche che in queste vicende c'era lo zampino di un rom già accusato di associazione mafiosa". Il comandante provinciale dei carabinieri di Catanzaro, Ugo Cantoni, si è detto soddisfatto per l'attività svolta che "apre uno squarcio importante su quanto accaduto in questi mesi nel capoluogo. E possiamo affermare che nessuno ha mai portato via la città ai catanzaresi". All'incontro con i giornalisti hanno partecipato anche il comandante del Reparto operativo del Comando provinciale, ten.col. Alceo Greco, ed il comandante della Compagnia di Catanzaro, cap. Marco Fragassi.
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