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Reggio Calabria – Erano le 19:30 circa di ieri, quando, nella città di Barcellona, l’Equipo Operativo della Guardia Civil spagnola ha localizzato e catturato il pericoloso latitante di San Luca Giuseppe Romeo, 34 anni. La cattura, nell’ambito di un’operazione di polizia resa possibile dalla cooperazione fornita dalla Squadra Mobile della Questura di Reggio Calabria e dal Servizio Centrale Operativo della Direzione Centrale Anticrimine della Polizia di Stato sotto l’egida della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria diretta dal Procuratore della Repubblica Giovanni Bombardieri, in stretto raccordo con il Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia (SCIP) della Direzione Centrale della Polizia Criminale nell'ambito del più ampio progetto I-Can (Interpol Coopeperation Against 'Ndrangheta) promosso dall'Italia insieme al Segretariato Generale dell'OIPC-Interpol di Lione. 

Gli investigatori della Squadra Mobile di Reggio Calabria e dello S.C.O. - coordinati dal Procuratore Aggiunto Giuseppe Lombardo e dai Sostituti Procuratori Simona Ferraiuolo e Alessandro Moffa - hanno fornito ai colleghi spagnoli significativi elementi sulla presenza nella penisola iberica di Giuseppe Romeo che era riuscito a sottrarsi all’esecuzione dell’operazione internazionale “European ‘Ndrangheta Connection” eseguita il 5 dicembre 2018 da una Squadra Investigativa Comune composta da diverse Forze di Polizia italiane - Polizia di Stato e Guardia di Finanza - ed europee (BKA tedesco, FIOD olandese e Polizia Belga), con il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Reggio Calabria, della Procura di Duisburg (D), dell’Autorità Giudiziaria Olandese, di Eurojust e di Europol.

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L’arresto dell’uomo, inserito nell’elenco dei latitanti pericolosi stilato dal Ministero dell’Interno, rappresenta un momento di particolare rilievo nella generale attività di contrasto al narcotraffico internazionale gestito dalla ‘Ndrangheta. Colpito da due ordinanze di custodia cautelare in carcere e destinatario di un decreto di sequestro preventivo nell’ambito dell’inchiesta “European ‘Ndrangheta Connection”, il 13 novembre 2020 è stato condannato dal G.U.P. di Reggio Calabria a 20 anni di reclusione per partecipazione, con ruolo di rilievo, ad un’associazione per delinquere finalizzata al narcotraffico internazionale, detenzione di sostanze stupefacenti, trasferimento fraudolento di valori ed auto-riciclaggio.

Originario di San Luca, conosciuto con i soprannomi “u pacciu”, “maluferru” o “u nanu”, Giuseppe Romeo è figlio di Antonio Romeo, classe 1947, alias centocapelli”, ritenuto contiguo alla cosca Romeo intesi “stacchi” di San Luca, attualmente detenuto. Giuseppe Romeo è stato condannato in primo grado anche per aver intestato fittiziamente le proprie quote del bar - gelateria “Cafè La Piazza” di Bruggen in Germania - sequestrato nel corso della medesima operazione “European ‘Ndrangheta Connection” - ad altri soggetti imputati nella stessa inchiesta, nonché per auto-riciclaggio e reimpiego di proventi illeciti nel suindicato esercizio commerciale tedesco. Il latitante è stato arrestato in Spagna in esecuzione di un Mandato di Arresto Europeo emesso nel mese di novembre 2018 dal G.I.P. di Reggio Calabria su richiesta della locale D.D.A. nell’ambito della citata operazione di polizia internazionale.

Lamorgese: "Arresto premia lavoro investigatori"

“L’operazione di questa mattina in Spagna, che ha portato all’arresto di Giuseppe Romeo, elemento di spicco della ‘ndrangheta calabrese e inserito nell'elenco dei latitanti più pericolosi, premia il lavoro e la grande determinazione degli investigatori della Polizia di Stato, coordinati dalla Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria”. Lo ha dichiarato il ministro dell'Interno, Luciana Lamorgese, commentando l'arresto del latitante individuato in Spagna e sottolineando "l’azione corale della locale Squadra mobile, del Servizio centrale operativo (SCO) della direzione centrale Anticrimine e del Servizio per la cooperazione internazionale di polizia (SCIP) della direzione centrale della Polizia criminale che ha consentito di colpire duramente il narcotraffico internazionale gestito dalla ‘ndrangheta". “Ringrazio la magistratura e gli uomini e le donne della Forze di polizia per la complessa attività che svolgono quotidianamente, anche a livello internazionale, per assicurare alla giustizia esponenti di organizzazioni criminali - ha aggiunto - Dedizione, professionalità e grande capacità di cooperazione con le Autorità di altri Paesi che confermano l’impegno dello Stato per garantire legalità e sicurezza”.

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