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Roma - L'Italia rischia una procedura di infrazione per la mancata bonifica di una quarantina di discariche di rifiuti, in buona parte in Basilicata, oltre che per la discarica romana di Malagrotta, chiusa nel 2013. Lo ha detto il commissario straordinario alle discariche abusive, il generale dei carabinieri Giuseppe Vadalà, in audizione alla Commissione bicamerale sulle ecomafie a Roma. Vadalà, nominato commissario a marzo 2017, ha spiegato che in questi 22 mesi di attività le discariche abusive in procedura di infrazione sono passate da 80 a 52, con altre 8 già bonificate al vaglio della Commissione europea. La multa semestrale pagata dal nostro Paese è scesa da 42,8 milioni di euro a 11,6 milioni di euro. "Abbiamo inviato 19 informative all'autorità giudiziaria (presto saranno 20) e fatto un protocollo con la Direzione nazionale antimafia, che su tre di queste sta svolgendo approfondimenti -, ha dichiarato ancora Vadalà -. Dagli 80 siti assegnati, 28 sono fuoriusciti, a cui speriamo se ne aggiungano presto altri 8. Se tutto va bene, rimarranno 44 siti".

"Stiamo lavorando almeno su 20 siti al momento - ha proseguito il commissario -, di cui 10 da chiudere entro il 2 giugno 2019 e 10 entro il 2 dicembre 2019, con l'obiettivo di lasciare altri 24 siti al 2020 e 2021". Si tratta, ha spiegato, di discariche abusive nate tra gli anni Sessanta e Ottanta, quando "le amministrazioni comunali, non sapendo come smaltire bene questi rifiuti, li gettavano dalla sommità delle colline negli alvei torrentizi, o li lasciavano in depositi temporanei".

Vadalà ha spiegato che la struttura commissariale sta lavorando su casi particolarmente critici come la discarica di Amantea, in Calabria, dove è stato smaltito il carico trasportato dalla nave a perdere Jolly Rosso: "Questa struttura commissariale non può non mettere in atto tutto quello che è nelle sue possibilità per capire cosa è stato effettivamente smaltito nel sito - ha detto il commissario -. Amantea è attenzionata anche con il coinvolgimento della procura, su questo sito in particolare chiediamo una speciale attenzione da parte della Commissione". Rispetto invece alla discarica di Riano, in provincia di Roma, dove sarebbero stati interrati 20mila fusti di rifiuti anche pericolosi e posta in passato sotto sequestro, il generale ha detto "stiamo lavorando in maniera pedissequa per far sì che non ce ne siano più nell'area di bonifica. Stiamo lavorando anche per capire se l'inquinamento delle falde vicine arriva dalla discarica o da altre fonti". Vadalà ha spiegato che la struttura commissariale sta lavorando anche sulla discarica di Puglianello, in Campania, la cui bonifica vedeva coinvolti anche i fratelli Pellini, imprenditori dei rifiuti condannati per disastro ambientale. Rispetto alle attività di bonifica, il commissario ha spiegato di avvalersi di stazioni appaltanti pubbliche, senza far ricorso a deroghe negli appalti: "Evitiamo gli affidamenti diretti", ha detto.

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