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Vibo Valentia – Controlli serrati tra la Calabria e la Basilicata tirrenica, da parte della Guardia Costiera, nell’ambito della complessa operazione regionale denominata “Sardina Pilchardus” per il controllo della filiera della pesca a tutela degli stock ittici e del consumatore finale.

I controlli svolti hanno riguardato l’intera filiera della pesca, per assicurare il rispetto della normativa del settore che impone il divieto di catture di specie ittiche vietate e/o sottomisura, nonché, il rispetto delle normative igienico sanitarie a tutela del consumatore finale.

L’attività di polizia marittima eseguita sul territorio di competenza del Compartimento Marittimo di Reggio Calabria ha portato al sequestro penale di 282 kg di prodotto ittico vario, rinvenuto in cattivo stato di conservazione, a carico di venditori ambulanti non autorizzati; 16 verbali amministrativi per un ammontare di oltre 35 mila euro e il sequestro di oltre 773 kg di prodotto ittico, a carico di esercenti commerciali per la non corretta etichettatura dei prodotti ittici messi in  vendita nei locali delle rispettive pescherie; pescatori professionali per aver imbarcato sul proprio peschereccio marittimi e non aver provveduto all’annotazione degli stessi sui documenti bordo; pescatori professionali per la detenzione e l’utilizzo di attrezzi da pesca non consentiti con conseguente sequestro amministrativo dei relativi attrezzi; diportisti per la detenzione di reti da pesca non consentite per la pesca sportiva/ricreativa.

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Complessivamente sull’intero territorio regionale sono stati redatti 38 verbali di illeciti amministrativi, per un importo complessivo di oltre 116 mila euro e circa 1254 kg di prodotti ittici sequestrati in quanto privi di documenti obbligatori per la tracciabilità e sotto la taglia minima consentita; 14 denunce penali di cui 12 per cattivo stato di conservazione dei prodotti alimentari; 12 sequestri penali per un totale di oltre 285 kg. di prodotto ittico di varie specie; 13 sequestri di vari attrezzi da pesca utilizzati illegalmente in violazione alle norme di sicurezza della navigazione ed in materia di pesca sportiva. 

Conclusasi nel mese di febbraio, l’operazione ha coinvolto tutti gli uffici periferici della Direzione Marittima di Reggio Calabria e ha visto impegnati 94 militari, alle Capitanerie di Porto di Reggio Calabria, Crotone, Vibo Valentia, Gioia Tauro e Corigliano Calabro, coordinati dal Reparto Operativo - 5° Centro di Controllo Area Pesca della Direzione Marittima di Reggio Calabria, secondo le direttive impartite dal Direttore Marittimo della Calabria e della Lucania, Capitano di Vascello (CP) Giancarlo Russo.

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