
Catanzaro – Arrivato nel tribunale di Catanzaro un caso di falso ideologico e corruzione. Rimasti coinvolti nella vicenda, che risale al settembre 2017, l’ex direttore amministrativo dell'Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro Giuseppe Pugliese e i due ufficiali di polizia giudiziaria del Nucleo investigazioni sanità e ambiente (Nisa) Francesco Santoro e Francesco Lucia. L'accusa è di corruzione in atti giudiziari e, solo per Santoro, di falso ideologico. Il direttore Pugliese e uno degli ufficiali Francesco Santoro – difesi dagli avvocati Salvatore Staiano e Francesco Laratta - hanno chiesto di essere giudicati con il rito ordinario e per tale ragione rinviato a giudizio davanti al tribunale di Catanzaro il prossimo 24 ottobre. Per quanto riguarda invece l’ufficiale di polizia giudiziaria Francesco Lucia – difeso dagli avvocati Francesco Gambardella e Nunzio Raimondi – ha scelto di essere guidicato con il rito abbreviato. Il Pubblico Ministero ha chiesto per lui la condanna ad un anno e 4 mesi di reclusione, il giudice lo ha assolto.
Secondo l'accusa - le indagini furono condotte dalla Guardia di finanza - Santoro, che stava operando nell'ambito di una distinta indagine quale organo di polizia giudiziaria, si sarebbe adoperato per evitare l'iscrizione nel registro degli indagati del direttore amministrativo dell'Asp di Catanzaro. Per questo motivo avrebbe redatto un atto falso indirizzato alla Procura competente. In cambio Pugliese si sarebbe adoperato per far assumere la figlia di Santoro prima con un contratto a tempo determinato all'Asp, atto poi poi tramutato in contratto a tempo indeterminato.
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