Salta al contenuto principale

procura-catanzaro-nuova-2022-b6bf-419eb545a8c7_613b7_5416d_c7d34_5be67_ce75d.jpg

Catanzaro - Il rinvio a giudizio di 35 persone fisiche e due società è stato chiesto dalla Procura della Repubblica di Catanzaro nell'ambito di un'inchiesta, condotta dalla Guardia di finanza, sul presunto condizionamento di appalti e gestione della sanità in Calabria. L'udienza preliminare davanti al Gup di Catanzaro è stata fissata per il 21 dicembre.

Al centro del procedimento ci sono nove gare d'appalto, per un valore complessivo superiore ai 33 milioni di euro, bandite dalla Stazione unica appaltante della Regione Calabria, dall'Università Magna Graecia e dalle strutture ospedaliere di Catanzaro. A vario titolo vengono contestati, tra gli altri, i reati di corruzione, concussione, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, turbata libertà degli incanti, truffa aggravata ai danni dello Stato, falso ideologico, abusiva introduzione in sistemi informatici ed emissione di fatture per operazioni inesistenti. Secondo l'ipotesi accusatoria, alcuni pubblici ufficiali avrebbero stretto accordi con rappresentanti di aziende fornitrici di beni e servizi sanitari per orientare l'esito delle procedure attraverso la predisposizione di bandi e capitolati ritenuti funzionali a favorire soggetti predeterminati. L'inchiesta riguarda anche presunte irregolarità in concorsi pubblici e nella ripartizione del fondo per gli incentivi alle funzioni tecniche, oltre all'ipotizzata indebita percezione dell'indennità di esclusività da parte di un medico-docente universitario.

Nell'ambito delle indagini erano state disposte misure cautelari personali nei confronti di 15 persone e un sequestro preventivo d'urgenza per circa 530 mila euro. Nel procedimento risultano persone offese lo Stato, l'Azienda ospedaliera autonoma Mater Domini, l'Azienda ospedaliera Pugliese-Ciaccio e l'Università Magna Graecia.

Segui il Lametino
Le notizie di Lamezia e della Calabria, dove preferisci tu.