
Milano - È in corso un'operazione dei carabinieri di Milano e Varese che sta portando all’esecuzione di undici ordinanze di custodia in carcere, al sequestro di beni per un valore complessivo di oltre 225 milioni di euro e alla notifica dell'avviso di conclusione indagini nei confronti di 153 indagati. Si tratta di un'indagine coordinata dalla Dda che riguarda un contesto criminale attivo prevalentemente nel territorio lombardo, formato da persone legate alle organizzazioni di stampo mafioso, cosa nostra, 'ndrangheta e camorra. Sono state effettuate 60 perquisizioni con l'impiego di oltre 600 carabinieri sull'intero territorio nazionale.
Tre mafie alleate in Lombardia
La Dda della Procura di Milano ha chiuso una maxi inchiesta condotta dal nucleo investigativo dei Carabinieri del capoluogo lombardo nei confronti di oltre 150 indagati, accusati a vario titolo, di associazione di stampo mafioso, detenzione illegale di armi, estorsioni, traffico di droga, reati fiscali, intestazioni fittizie e riciclaggio. Dalle indagini, coordinate dalla procuratrice aggiunta Alessandra Dolci e dalla pm Alessandra Cerreti, sarebbe emersa l’esistenza di una “imponente e capillarmente strutturata associazione mafiosa” attiva in Lombardia, tra la provincia di Milano e quella di Varese, “costituita da appartenenti alle tre diverse organizzazioni di stampo mafioso cosa nostra, ‘ndrangheta e camorra” con una “struttura confederativa orizzontale” che contribuirebbe alla realizzazione di un “sistema mafioso lombardo”. Per Cosa Nostra ci sarebbero esponenti collegati alle famiglie Fidanzati e Rinzivillo, al clan del mandamento di Castelvetrano di Messina Denaro e il gruppo Mazzei. E ancora, appartenenti alla locale di Lonate Pozzolo e alla cosca Iamonte per la ‘ndrangheta e al gruppo Senese per la camorra.
Nessun "patto" tra le tre mafie, Cosa Nostra, 'ndrangheta e camorra in Lombardia, così come viene contestato nella nuova inchiesta della Dda milanese, smontata, invece, dal gip di Milano Tommaso Perna che ha respinto oltre 140 richieste di arresti per altrettanti indagati. Il giudice, infatti, ha disposto il carcere solo per 11 persone, ma non per associazione mafiosa e solo per altri reati. La Dda, dunque, ha deciso, comunque, di chiudere le indagini, contestando sempre "l'alleanza" tra le tre mafie e di fare ricorso al Riesame per le richieste di custodia cautelare respinte.
© RIPRODUZIONE RISERVATA