Milano - E' "affetto da irreparabile vizio procedurale" il processo in corso a Milano a Rocco Schirripa presunto esecutore materiale dell'omicidio del procuratore di Torino Bruno caccia, ucciso il 26 giugno del 1983 e il pm di Milano, sulla scorta di questo, ha chiesto la revoca della misura di custodia cautelare in carcere per Schirripa. L'inutilizzabilità degli atti - spiega i legale dei figli del magistrato, Fabio Repici - deriva dalla mancata richiesta di riapertura delle indagini a suo carico che erano state archiviate nel 2001.
"Secondo quanto scrive il pubblico ministero - scrive in una nota l'avvocato Repici - il procedimento avviato a carico di Rocco Schirripa è affetto da un'irreparabile vizio procedurale compiuto dalla Procura della Repubblica di Milano (la mancata richiesta di autorizzazione al gip per la riapertura delle indagini nei confronti di Schirripa il quale per il delitto Caccia era già stato indagato e su richiesta della Procura della Repubblica archiviato il 21.2.2001) la cui ferale conseguenza è l'assoluta inutilizzabilità di ogni atto d'indagine e processuale compiuto nei confronti dell'imputato Schirripa". "Per questo - aggiunge - il pubblico ministero ha avanzato richiesta di scarcerazione". "Apprendiamo la notizia con sconcerto incredibile", scrive il legale.
© RIPRODUZIONE RISERVATA