
Catanzaro - Il gip del Tribunale di Catanzaro, nel corso dell'incidente probatorio, ha nominato un proprio consulente per sottoporre a perizia psichiatrica Nicolas Sia, il giovane di 19 anni che il 24 ottobre scorso ha ucciso a coltellate a Catanzaro il diciottenne Marco Gentile. Nel corso dell'udienza - differita al 21 marzo dal momento che il perito del giudice, Antonio Mautone, ha chiesto 30 giorni per la sua relazione - il gip ha ammesso la costituzione di parte civile di madre, madre e zia di Gentile, assistiti, rispettivamente, dagli avvocati Arturo Bova, Salvatore Staiano ed Antonio Lomonaco, che hanno anche nominato i loro consulenti di parte. In avvio di udienza, l'avv. Lomonaco ha eccepito la nullità dell'ordinanza ammissiva dell'incidente probatorio chiesto dal difensore di Sia, l'avv. Giancarlo Pittelli - oggi sostituito in aula da Fabrizio Costarella - dopo che il perito di parte ha sostenuto l'incapacità di intendere e di volere del giovane.
Lomonaco ha motivato la sua richiesta con il fatto che alle parti non era stata notificata la richiesta. Una circostanza questa, non prevista dal Codice, motivo per il quale il legale ha chiesto la trasmissione delle carte alla Corte Costituzionale affinché accertasse la presunta violazione delle norme sul giusto processo. Il Codice prevede che se l'incidente probatorio viene chiesto dal pm, la richiesta stessa va notificata alle parti che hanno due giorni per presentare eventuale opposizione. Nel caso la richiesta venga dalla difesa, invece, ciò non è previsto. Questo, ad avviso di Lomonaco, comporta uno squilibrio a vantaggio dell'indagato rispetto alle parti offese. Alla richiesta si sono associati anche gli altri legali di parte civile, mentre la difesa si è opposta e il pm si è rimesso alla decisione del giudice. Quest'ultimo ha deciso per il rigetto di entrambe le richieste della parte civile.
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