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Catanzaro - L’11 gennaio scorso la Corte di Appello di Catanzaro ha affermato, ancora una volta, la responsabilità penale dell’ex magistrato Luigi De Magistris per il delitto di diffamazione aggravata commesso in danno di Salvatore Murone, costituito parte civile e difeso dal Professore Mario Murone. Il fatto risale al 9 marzo 2017, quando De Magistris, nel corso della trasmissione televisiva Piazzapulita, andata in onda su La7, richiamando la nota vicenda della avocazione da parte del Procuratore Generale del procedimento Why Not, faceva riferimento ad “indagini scippate”, affermando di essere stato fermato da “un sistema criminale fatto di pezzi di politica, pezzi di magistratura e pezzi di istituzioni”.

Già il Tribunale di Lamezia Terme con la sentenza di primo grado aveva ritenuto che quelle affermazioni, del tutto prive di fondamento, come accertato in favore dell’allora Procuratore Aggiunto Murone da sentenza di assoluzione perché il fatto non sussiste passata in giudicato, fossero “chiaramente denigratorie ed idonee a ledere la reputazione” del magistrato, pervenendo alla condanna di De Magistris. La Corte di Appello, nel confermare la responsabilità di De Magistris, ha sottolineato come le condotte incriminate “appaiono inoltre, anche sotto il profilo soggettivo, espressione di un dolo molto intenso". 

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