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Cosenza - La polizia penitenziaria del reparto di Rossano ha rinvenuto e sequestro un telefono cellulare e oltre 700 grammi di sostanza stupefacente, abilmente occultata negli alimenti contenuti in un pacco destinato a un detenuto. “È plausibile immaginare - dicono Giovanni Battista Durante, segretario generale aggiunto del Sappe e Francesco Ciccone, segretario nazionale - che la sostanza, parte della quale divisa e occultata all’interno di gusci di noci, potesse servire per concederne l’uso o la cessione onerosa ad altri reclusi. È importante comprendere queste dinamiche oramai comuni a tutti gli istituti di pena, ma è altrettanto importante l’opera di prevenzione che svolge la polizia penitenziaria, con pochi mezzi e pochissime risorse, per il contrasto all’ingresso fraudolento anche dei telefoni cellulare”.

“Per una più efficace prevenzione - proseguono i sindacalisti - sarebbe opportuno schermare gli istituti, in modo da rendere inefficace l’uso dei telefoni. Solo così si potrebbe fermare definitivamente l’ingresso illegale dei telefoni cellulari in carcere; cosa che, peraltro, costituisce reato. Un reato la cui introduzione nel codice penale, avvenuta nel 2020, art 391 ter, non ha però sortito l’effetto deterrente sperato. Apprezziamo l’iniziativa del governo e del parlamento che ha portato alla recente approvazione della legge che consente ai tossicodipendenti di poter accedere a misure restrittive esterne al carcere”.

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