
Catanzaro - Riportiamo le reazioni del mondo politico in merito all'operazione "Erga Omnes” condotta dai finanzieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria, coordinati dalla Procura della Repubblica, che ha coinvolto consiglio regionale e giunta.
Santelli (Fi), si complica situazione già compromessa
"L'operazione giudiziaria di stamane complica una situazione politica già fortemente compromessa in Calabria. Questa tempesta obbliga ad una riflessione complessiva sulle condizioni di totale blocco della Regione, analisi rinviata e trascurata ma resa oggi dagli eventi improcrastinabile". Lo dichiara Jole Santelli, coordinatrice regionale di Fi in Calabria e deputato, in merito all'operazione "Erga Omnes". "Il Presidente Oliverio ha oggi una giunta formata da due assessori di cui uno e' oggi agli arresti domiciliari, il secondo si ritrova destinatario di un sequestro di beni. Medesimo provvedimento ha toccato il Presidente ed il vice presidente del consiglio regionale. Ciò per quel che riguarda il Pd. Altri provvedimenti hanno rilievo nazionale complicando le acque già agitate della maggioranza in Parlamento. Al netto di speculazioni che altri avrebbero fatto ma che non sono nello stile di Fi, e' giusto sottolineare come questa inchiesta si sarebbe dovuta concludere già molti mesi addietro, per mettere i partiti in condizione di effettuare scelte dettate da fatti e non da congetture, come i partiti si sono trovati a fare. E' evidente però la superficialità delle scelte e l'arroganza nelle decisioni da parte di chi oggi dovrebbe governare la Calabria, ciò che preoccupa, infatti, è che questa Regione è in realtà immobile e il suo massimo rappresentante ed il suo partito totalmente autoreferenziali. Intanto i calabresi attendono che il Pd trovi il proprio equilibrio fra i vari interessi, e la giornata odierna accende i riflettori su questa triste realtà politica".
Angela Napoli, Governatore Calabria deve agire
“L’odierna operazione, denominata “Erga omnes” e scaturita dall’inchiesta “Rimborsopoli”, che ha portato a tre provvedimenti di custodia domiciliare, a cinque divieti di dimora in Calabria (da non sottovalutare!!) e ad oltre due milioni e mezzo di euro sequestrati, il tutto a carico di uomini politici dei vari schieramenti, fa ascrivere alla Calabria una nuova pagina nera. Le responsabilità sono tutte di quei partiti e di quegli uomini politici che si ostinano a delegare alla Magistratura la pulizia del loro mondo. La responsabilità è di chi dà incarichi di governo della cosa pubblica a coloro che sanno già essere sottoposti ad inchieste giudiziarie nonché di chi dall’interno dei partiti di appartenenza continua a difendere gli “indifendibili”. La responsabilità è anche di chi non lascia fuori dalla politica coloro che, avvalendosi del consenso elettorale, sperpera o si appropria del denaro dei cittadini. Credo che il Governatore della Calabria, dopo essersi ostinato a nominare nella sua Giunta personaggi che risultavano già sottoposti ad indagini giudiziarie ed oggi ufficialmente coinvolti nelle stesse, abbia il dovere morale di agire di conseguenza in relazione alla gravità della situazione emersa e ritengo, altresì, che i responsabili degli altri partiti politici, i cui uomini risultano coinvolti nell’inchiesta odierna, debbano comprendere che i cittadini calabresi non possono e non debbano più essere defraudati ed offesi nella loro onestà e moralità”.
Incarnato (Psi), politica deve assumersi responsabilità
Catanzaro - "Non è il momento di fare sciacallaggio verso la politica per l'inchiesta della Guardia di Finanza e della Procura di Reggio Calabria sui rimborsi spese dei gruppi regionali. La Magistratura si esprimerà sui profili penali, ma la politica deve assumersi le proprie responsabilità". lo dice il segretario regionale del Psi, Luigi incarnato, che aggiunge: "A noi socialisti, da sempre garantisti, preme sottolineare che il voto dei Calabresi riposto nelle mani del presidente Oliverio e del centrosinistra deve guardare avanti con rinnovata fiducia ma con una forte azione di rilancio. La Calabria - continua - ricordiamo, è una regione debole, facile bersaglio di azioni mediatiche spesso strumentali, però il presidente Oliverio ora batta un colpo, rilanci la Giunta con una connotazione fortemente politica che raccolga le migliori esperienze della società calabrese. Oliverio - conclude - ha tutte le capacità politiche, una storia personale, improntate al rispetto della legalità, per far uscire, insieme al centrosinistra, la Calabria dal pantano".
Cgil, Oliverio deve dare svolta su piano etico
"La Cgil regionale è fortemente preoccupata delle ricadute negative che i provvedimenti adottati dalla magistratura nei confronti di numerosi esponenti politici, appartenenti a diverse forze politiche calabresi, hanno sul contesto istituzionale e sociale calabrese". Lo afferma la segreteria regionale del sindacato. "La Cgil - prosegue la nota - esprime il suo massimo sostegno alla magistratura e auspica che i destinatari di tali provvedimenti possano dimostrare la loro estraneità agli addebiti mossi. Ci auguriamo che il Presidente della Giunta sappia dare una svolta forte sul piano etico e professionale, prendere atto delle dimissioni già avvenute e comporre una nuova Giunta con personalità professionalmente forti ed eticamente inattaccabili. Crediamo che questa nostra regione - conclude - abbia bisogno di uno scatto di orgoglio e di moralita' per dare punti di riferimento certi e credibili all'opinione pubblica democratica".
Ncd Calabria, Bilardi dimostrerà estraneità ai fatti
"Il partito esprime fiducia nell'azione della magistratura, ma è convinto che i propri dirigenti dimostreranno la loro estraneità ai fatti. In particolare, il sen Giovanni Bilardi è stato oggetto di una richiesta di provvedimento che non tiene conto del fatto che egli non sia più consigliere regionale da due anni e che non potrebbe in alcun modo nè reiterare l'eventuale reato, ne' alterare alcuna prova". Lo si legge in un documento diffuso dal coordinamento del Ncd calabrese, in merito all'inchiesta sui rimborsi ai gruppi della Regione. "Il Sen Bilardi - si legge ancosa - uscirà ancora più pulito da questa inchiesta, difendendosi nelle giuste sedi e sempre nel rispetto più assoluto dei magistrati di ogni ordine e grado. Lo stesso parlamentare si è autosospeso da vice coordinatore regionale vicario del partito, proprio in ragione del suo galantomismo e della sua totale disponibilità a chiarire gli aspetti contestati". L'Ncd, prosegue la nota, "auspica che il legittimo dibattito sulla Regione e sugli sviluppi giudiziari, oltre che su eventuali richieste di atti e questioni politiche non travalichi mai il confine impenetrabile del rispetto assoluto della presunzione di innocenza, che non è un totem da sbandierare a piacimento, ma un principio sacro della nostra Costituzione. Analogamente - spiega il partito - è doveroso che i partiti si interroghino sulle azioni che la politica deve compiere, non delegando a nessuno altro organo statale quel compito ineludibile di rinnovamento e di azione morigerata nelle istituzioni che l'opinione pubblica aspetta da loro".
Barbanti (Alternativa Libera): “Sistema parassitario ha impedito crescita”
Dall’inchiesta della Guardia di Finanza e della Procura di Reggio emerge un quadro della politica regionale devastante per l’uso disinvolto che si è fatto di soldi pubblici per rimborsare le spese dei singoli consiglieri regionali. Spese personali che nulla hanno a che fare con il mandato istituzionale conferito dai cittadini con le elezioni. Ancora una volta la politica calabrese tutta dimostra di essere capace di produrre solone fandezze e malaffare. La questione ora non è solo giudiziaria ma anche etica e soprattutto politica: il presidente della Regione Mario Oliverio, che si è assunto la responsabilità della nomina assessore di Nino De Gaetano e degli altri due assessori indagati, Carlo Guccione e Vincenzo Ciconte, pur consapevole dell’inchiesta in corso avviata nel 2013, ora non può far finta di nulla. Se non è in grado di proseguire la legislatura con scelte forti e di rottura è meglio che si metta da parte dando la parola nuovamente agli elettori perché i calabresi non possono continuare a tollerare l’immobilismo politico per le scelte sbagliate del presidente che hanno caratterizzato questo inizio di legislatura.
L'altra Europa: Calabria allo sbando, lavorare all’alternativa
Si aspettava il completamento della giunta, ma è arrivata per prima la magistratura, assestando un colpo durissimo ad un governo regionale che finora si è distinto soltanto per inadempienza rispetto ai problemi della Calabria e per la sua continuità, su molti fronti, dall’ambiente alla sanità, con il precedente esecutivo guidato da Scopelliti. Non è nostro compito entrare nei dettagli dell’inchiesta, rispetto alla quale confermiamo il nostro atteggiamento garantista, sapendo anche distinguere tra le varie posizioni, ma è innegabile che questa vicenda ponga un problema politico grande come una casa. Intanto non si può tacere il fatto che l’esistenza di un’indagine in corso sui rimborsi del Consiglio regionale era nota a tutti, anche al presidente Oliverio che avrebbe dovuto tenerne conto nella scelta dei suoi assessori. Oggi la sua sicumera viene pagata da tutti i calabresi, che sicuramente si aspettavano altro da questa nuova stagione di governo, che, ancor prima di decollare, è già miseramente fallita. Di questo, Oliverio, farebbe bene a prenderne responsabilmente atto, valutando anche l’ipotesi delle dimissioni. La vicenda, in ogni caso, conferma la necessità di un’alternativa ad ogni livello al Pd, partito che a Roma, per conto dei tecnocrati di Bruxelles e di lobby economico-finanziarie, “lavora” per smantellare ciò che resta del welfare e della scuola pubblica, per cancellare diritti e svuotare la democrazia, mentre in periferia si conferma sempre più come aggregato di potere, subalterno a logiche affaristiche e incapace di innescare veri processi di rinnovamento della politica. I tempi per un nuovo soggetto politico a sinistra, alternativo al Pd e alle destre, sono maturi. L’altra Europa è al servizio di questo obiettivo. Anche in Calabria, superando divisioni e imboccando una strada di netta rottura con il quadro politico esistente, dobbiamo fare la nostra parte, per costruire un’alternativa di governo in cui al centro ci siano i bisogni delle persone, dei ceti popolari, la salvaguardia dell’ambiente e dei beni comuni, un nuovo modello di sviluppo ecosostenibile.
Prc, dimissioni Oliverio unica via possibile
"Rimborsopoli è la spietata cartina al tornasole di un ceto polito barricato nel palazzo, che gestisce la cosa pubblica a fini privatistici nella totale indifferenza dei drammi sociali che si svolgono nella quotidianità del cittadino comune. Mentre imperversano la disoccupazione e la precarietà a livello nazionale, il Pd vara, in maniera autoritaria e prepotente, la "Buona Scuola" dei privilegi e delle ingiustizie e, contemporaneamente, in Calabria emerge un'altra pagina della "Buona Giunta" che ci sta governando. L'unica strada percorribile sono le immediate dimissioni del presidente Oliverio". Lo afferma Pino Scarpelli, segretario regionale del Partito della Rifondazione Comunista, a proposito dell'inchiesta sui riborsi ai consiglieri regionali. "Si aprano le condizioni - dice - per un'altra Politica, al servizio della collettività e non degli interessi privati della cricca e dei loro amici. Non si dia più a questi soggetti l'opportunità di utilizzare la politica a fini personali e di devastare ulteriormente la Calabria e i suoi cittadini offesi, umiliati, privati di ogni speranza da questa gestione della cosa pubblica".
Corbelli, Oliverio nomini giunta di alto profilo
Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, dopo l'inchiesta della Procura di Reggio sulla cosiddetta Rimborsopoli, chiede al Presidente della Regione, Mario Oliverio, "un gesto forte, di netta discontinuità con il passato: la nomina immediata di una nuova Giunta, completa, di sei assessori, tre interni e tre esterni, così come prevede il vecchio statuto, ,di altissimo profilo e al di sopra di ogni sospetto. Fermo restando, - aggiunge - coerentemente con la mia storia trentennale e nel rispetto assoluto del principio costituzionale di presunzione di innocenza, il mio garantismo per tutti gli indagati e gli arrestati, di questa operazione della Procura di Reggio, sento il dovere morale, avendo lo scorso anno, con la mia battaglia reso possibile le primarie del centrosinistra, la candidatura di Olivero e la sua elezione alla presidenza della Regione, di chiedere al Governatore calabrese, per evitare le sue dimissioni, che iniziano a chiedergli da più parti, di nominare subito, senza perdere un minuto, una nuova Giunta, completa, con sei assessori, così come previsto dal vecchio statuto, di altissimo profilo, al di sopra di ogni sospetto, di netta discontinuità col passato e senza personaggi e politici indagati e chiacchierati. Questo è quello che gli chiedo di fare immediatamente, nell'esclusivo interesse della Calabria. Glielo chiedo - aggiunge - perchè avendolo lo scorso anno, con la mia battaglia, fatto candidare ed eleggere presidente mi sento per questo di fronte ai calabresi moralmente responsabile del suo operato".
Magorno, nuova giunta sia fuori da schemi politici
"Voglio esprimere piena fiducia nel lavoro della magistratura e delle forze dell'ordine per le vicende giudiziarie di cui si è avuta notizia in queste ore. E' necessario, agli occhi dei calabresi, che sia fatta piena luce ed accertata con chiarezza ogni eventuale responsabilità, confidando che le persone coinvolte riescano a dimostrare la loro estraneità ai fatti contestati". Lo dichiara il deputato e segretario regionale del Pd Ernesto Magorno, che aggiunge: "Voglio, altresì, con altrettanta nettezza, ribadire il pieno sostegno del Pd calabrese al presidente Oliverio, chiedendogli di mettere in campo una nuova squadra di governo e il coinvolgimento, nel governo stesso della Regione anche di forze che vadano oltre gli schemi usuali dei partiti politici e fuori dai recinti delle aree e delle correnti presenti all'interno di ciascuno di essi. Un progetto che veda, allo stesso tempo, - spiega - la partecipazione di tutte le forze sane di ogni ambito della società calabrese, in modo da affrontare le grandi problematiche della nostra terra e rendendo ancora più incisiva la volontà, che con il Presidente Oliverio condividiamo, di assicurare alla Calabria una reale svolta basata sulla legalità e lo sviluppo delle straordinarie potenzialità esistenti. Il Pd calabrese - dice il segretario regionale - ha radici salde e democratiche e saprà affrontare anche questo passaggio delicato attraverso una profonda riflessione. E' altrettanto necessario, però, - conclude - che il nostro partito resti unito e faccia fronte comune contro il possibile sopravvento dell'antipolitica, facile e sommaria, che vuole solo distruggere ma che non ha gli strumenti per costruire e governare questa nostra terra e la sua complessità".
Guccione, emergerà la mia correttezza
Si dice certo che la sua correttezza emergeraà dalle indagini Carlo Guccione, assessore rdella Regione Calabria, indagato nell'ambito dell'inchiesta sui rimorsi destinati ai consiglieri regionali. "Dalla visione degli atti che mi sono stati notificati in data odierna, emerge - spiega Guccione - che nei tre anni di indagine la magistratura mi contesta la cifra di 27.186,07 euro per spese sostenute nell'ambito della mia attività e nel ruolo di consigliere di opposizione. In particolare - aggiunge - mi si contestano le ricevute fiscali relative alle spese per la sede della mia segreteria politica di Cosenza (fitto, servizi informatici), una consulenza giuridica per due proposte di legge depositate in consiglio regionale e le missioni istituzionali di rappresentanza del gruppo del Pd in Calabria e fuori regione. Spese regolarmente documentate in base alla normativa regionale e in linea con le direttive degli uffici del consiglio regionale. Inoltre, ricordo che il gruppo del Pd si era dotato di un codice di autoregolamentazione e di una modulistica ad hoc molto più stringente della normativa a quel tempo vigente. Per tale ragione, - conclude - confido nell'azione della magistratura e sono sicuro che in sede di contraddittorio giudiziario emergerà la mia correttezza nella gestione di questi contributi pubblici".
Covello (Pd), accogliere istanze rinnovamento
"Bene il lavoro della magistratura: non sara' mai il Pd ad ostacolarne l'azione. L'auspicio è che in tempi rapidi si faccia chiarezza e quanti sono oggi chiamati in causa sappiano dimostrare la propria estraneita'". Lo dichiara la deputata Stefania Covello, componente della segreteria del Pd,in riferimento agli esisti dell'inchiesta sui rimborsi dei consiglieri regionali della calabria. "E' evidente - continua - che in una regione come la Calabria, con le tante difficoltà presenti, vi sia da parte dell'opinione pubblica una accresciuta esigenza di trasparenza da parte della politica. Un'esigenza reale. Per il Pd della Calabria è tempo di cambiare passo e di raccogliere le istanze di rinnovamento che vengono dalla stessa società calabrese. Bisogna governare e affrontare le criticità ereditate dalla destra e le sfide per il futuro di questa terra. Basta - conclude - vecchi schemi e vecchie logiche perchè non ci saranno prove di appello"
Callipo, Rinnovamento? Magorno non è credibile
"Leggo con grande stupore la nota stampa diffusa dal segretario regionale del Pd sulle vicende giudiziarie che hanno coinvolto la giunta. Magorno chiede una nuova squadra di governo, con il coinvolgimento di tutte le forze sane di ogni ambito della società calabrese. Ma è clamorosamente in ritardo". Lo afferma Gianluca Callipo, sindaco di Pizzo Calabro, nonchè sfuidante alle primarie del Pd, come candidato renziano, dell'attuale governatore, Mario Oliverio. Callipo polemizza con il segretario regionale del Pd, Ernesto Magorno, pure renziano, e spiega: "Se avesse agito in questo senso durante la composizione delle liste per le elezioni regionali e poi, dopo il responso delle urne, in sede di formazione della giunta, non saremmo a questo punto. Magorno - contiunua - non è credibile quando auspica maggiore apertura e coinvolgimento, perché sino a oggi la gestione del partito e le scelte che questo ha compiuto hanno coinciso esclusivamente con la sue. Dopo le primarie, non è stato consentito alcun confronto con quei 55mila calabresi, pari al 42 per cento di chi ha partecipato alla consultazione preelettorale, che avevano fatto una precisa scelta di cambiamento. Oggi non basta invocare l'ennesima "profonda riflessione" all'interno del partito, perché - dice - non c'é nulla di così difficile da cogliere nell'analisi politica di questo brutto momento. La verità- conclude - è che ancora una volta la magistratura si trova incidentalmente a surrogare la mancanza di coraggio di una classe politica regionale incapace di esprimere un indirizzo inequivocabile di chiarezza e coerenza".
Bressi (segreteria Regionale PD Calabria): “Il quadro che emerge dall'indagine Erga Omnes ci consegna un dato di preoccupazione che rischia di far fare alla Calabria un salto all'indietro dalle conseguenze devastanti non solo in una logica di tenuta del Partito Democratico, quanto invece e soprattutto in un'ottica di tenuta sociale della nostra terra. Se non si parte da questa premessa, si corre il rischio di non cogliere la reale portata degli eventi odierni, e proprio perché è in ballo la tenuta dei nostri territori, è necessario a mio avviso che il Presidente Oliverio dia un segnale forte ed inequivocabile. Un vero e proprio "pit stop" e un conseguente confronto con le autentiche "energie democratiche" calabresi che sia in grado di ritrovare la strada del cambiamento nel l'individuazione di una totale e rinnovata squadra di governo che sappia incarnare una svolta vera da consegnare ai calabresi. Una nuova azione che assicuri chiaramente, e senza alcuna remora, una svolta tesa a garantire legalità e sviluppo ma, soprattutto, che sappia valorizzare le straordinarie risorse di cui la società calabrese è in possesso. In questo senso, bene ha fatto il Segretario del PD Magorno a chiedere un "reset" dell'azione governativa, così come riconosco lo sforzo che il Segretario sta faticosamente compiendo nel raccordo con il Governo e il partito nazionale in condizioni oggettivamente difficili e in un periodo estremamente delicato. Da militante del PD, mi sento di lanciare un appello ai democratici calabresi. Un appello alla riflessione profonda con la speranza che la delicatezza del momento non dissipi ulteriormente il sentimento di fiducia dei calabresi faticosamente conquistato solo sette mesi addietro. Su questo non credo di sbagliarmi”.
Bevilacqua (Fratelli d'Italia - Alleanza Nazionale): “Tre provvedimenti di custodia domiciliare, cinque divieti di dimora in regione ed oltre due milioni e mezzo di euro sequestrati. E’ il bilancio del terremoto politico, scaturito dall’inchiesta della Procura di Reggio, che ha interessato la giunta Oliverio e gran parte di consiglieri ed ex della Regione Calabria. «Alla luce di ciò – aggiunge Bevilacqua – sarebbe il caso che il presidente Oliverio si dimettesse al più presto». Pur non essendo «egli personalmente coinvolto, su di lui ricade la responsabilità delle scelte, visto e considerato che gli assessori che lo affiancano nella gestione della Regione risultano tutti indagati, anche pesantemente, insieme al presidente del Consiglio regionale. Se a questi, inoltre, si aggiungono consiglieri ed ex consiglieri messi sotto accusa, la situazione diventa inaccettabile». E proprio riguardo l’assessore ai Lavori pubblici e ai Trasporti, Antonino De Gaetano, Bevilacqua ricorda come « Mario Oliverio difese la sua nomina preferendolo alla Lanzetta». “Se c’è lui non posso esserci io”, aveva tuonato l’ex ministro quando il governatore della Calabria le offrii un posto in giunta. Il sospetto, rimasto tale, che i voti di De Gaetano potessero essere inquinati portò Maria Carmela Lanzetta, dimessasi nel frattempo da ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, a rifiutare l’assessorato e consentire ad Oliverio di tenere in giunta Nino De Gaetano. «Scelta da lui – afferma Bevilacqua - fortemente voluta e per la quale dichiarò di assumersene in toto le responsabilità. Ritengo che i problemi non si possano risolvere, così come Oliverio ha dichiarato, con la nascita di una nuova giunta. L’indagine della Procura reggina ha interessato gran parte del mondo politico calabrese. E’ necessario fare pulizia, la Calabria è stanca e i partiti devono anch’essi assumersi la responsabilità delle scelte dei propri candidati.
Ferro: Oliverio non ha saputo dare risposta politica
“Il dubbio rappresenta il vero pregio di ogni politico perché solo il dubbio permette di solcare le tracce delle verità. Ma quali verità? Quelle della magistratura o quelle della politica? E così, molti tra noi, continuano a ripetere che sarà la magistratura a dimostrare ciò che è vero o ciò che è falso, naturalmente dopo i tre gradi di giudizio. Non mi interessa prendere parte alle contese sulla presunta colpevolezza di questo o quel politico, ma tentare di capire chi e cosa debba essere delegittimato. Sono consapevole che nessuno può insegnare nulla, ma lo tsunami che ha investito l’intera giunta regionale – mi scuso per l’eufemismo – merita una riflessione da parte di tutta la politica. E non si tratta di giustizialismo, che ho sempre ritenuto un grave errore: si tratta di acquisire la consapevolezza che qualcosa non funziona in gran parte della nostra classe dirigente, con le conseguenze che i cittadini pagano ogni giorno sulla propria pelle. La Magistratura sia ferma e rigorosa nell’esercizio delle sue funzioni sino alla conclusione delle inchieste che condurranno alla verità processuale, ma, intanto, è la politica che ha l’obbligo di dare le risposte che la gente esige per evitare ulteriori gravi conseguenze. Quella politica che ormai ha delegittimato se stessa, ma che deve ritrovare la capacità di fare proprie le ansie e le paure di ciascuno. Senza azzardare alcuna previsione sulla possibile evoluzione della situazione venutasi a creare nel governo della nostra regione, e senza cedere alla tentazione di speculare sulle vicende giudiziarie, è certo che il Presidente Oliverio non ha saputo dare la risposta politica alla forte domanda di cambiamento che pure aveva promesso in campagna elettorale. Parlare a se stessi nelle sale mezze vuote o arroccarsi in quel di Palazzo Alemanni, in completa solitudine o in compagnia di pochi “eletti”, significa non comprendere i bisogni della gente, significa essere autoreferenziali e rappresentare solo se stessi senza avere la capacità neanche di misurare la distanza dalla gente. Il presidente Oliverio merita il premio dell’inconsistenza, specie quando afferma che presto darà vita ad una nuova giunta espressione del presidente, come se quella attuale, ormai delegittimata, fosse stata imposta da qualcuno. Magari è stata frutto di una coalizione da lui troppo allargata e composta dai rappresentanti di quel potere e di quel regionalismo che avremmo dovuto insieme combattere per puntare al rinnovamento, in una battaglia che alla fine mi ha visto combattere da sola. Sino ad ora nel governo regionale si è respirata un’aria da ricerca affannosa di “mediazione politica” che è più corretto definire di compromesso, quel compromesso che induce all’affidamento di incarichi e funzioni che hanno il mero fine della gestione del potere. E proprio mentre Oliverio vede delegittimato persino se stesso, continua senza pudore ad annunciare la nuova giunta solo dopo l’entrata in vigore del nuovo statuto. Quando le idee sono chiare e quando non si è ostaggio di qualcuno, non c’é bisogno di tanti giri di parole: Oliverio faccia la giunta in dodici ore o abbia il decoro di dimettersi risparmiando ai calabresi l’ennesima brutta figura e restituendo alla Calabria la dignità che merita”.
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