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Reggio Calabria - Pur trattandosi di indagini sulla passata consiliatura, l'operazione Erga Omnes si abbatte come una tempesta sulla Giunta Regionale e il consiglio regionale attuale. L'inchiesta scattata già lo scorso anno sui rimborsi gonfiati da parte dei consiglieri regionali vede ora indagati gli attuali assessori e l'attuale presidente del consiglio regionale Antonio Scalzo (Pd). Tra gli esponenti indagati della giunta Oliverio c'è infatti sia il  vice presidente Vincenzo Ciconte, che l'assessore Carlo Giccione, tutti in quota al Pd, a cui si aggiunge l' assessore, Nino De Gaetano, dello stesso partito, finito però ai domiciliari. Tutta la giunta risulta indagata considerato che Oliverio non ha nominato ancora gli altri assessori rimanenti in attesa che entrino in vigore alcune modifiche allo statuto recentemente varate dall'assemblea. Le contestazioni si riferiscono  alla passata legislatura, quando gli attuali membri dell'esecutivo erano consiglieri regionali. Tutti gli indagati, sono 27 complessivamente, sono destinatari di provvedimenti di un sequestro beni che ammonta in totale a 2,5 milioni di euro. Si tratta delle somme sequestrate "per equivalente" dalle Fiamme Gialle agli indagati. I finanzieri, coordinati dalla Procura di Reggio, hanno svolto un'ampia attivita' di indagine, finalizzata alla verifica del corretto impiego delle somme stanziate dalla Regione Calabria per le finalità di funzionamento dei gruppi consiliari. Le condotte illecite contestate sarebbero emerse dai documenti acquisti in Consiglio regionale nonche' da accertamenti bancari, indagini tecniche, riscontri contabili esterni finalizzati alla "verifica oggettiva e soggettiva" delle operazioni documentate dai vari esponenti politici.

Le verifiche hanno interessato la IX Legislatura ed hanno riguardato tutti i gruppi politici operanti nel triennio 2010/2012. Oltre alla non "idoneita'" della spesa, sarebbero state rilevate dai finanzieri casi di operazioni inesistenti. Diverse, secondo l'accusa, le discrasie tra le movimentazioni ed i saldi in conto corrente dei gruppi e quanto documentato mediante la presentazione del rendiconto "annuale", celando il corretto impiego per cui i fondi pubblici erano destinati. Un ulteriore elemento di frode, rilevato nel corso delle indagini, sarebbe stata stata la doppia documentazione delle spese che, in taluni casi, avrebbe consentito agli indagati di ottenere un duplice rimborso per le spese.

Ciconte (vice Presidente della Giunta Regionale): “Sono pienamente convinto che la Magistratura nella quale nutro piena fiducia avrà modo di fare luce sull’utilizzo dei fondi erogati ai Gruppi Consiliari regionali negli anni 2010-2012, per le loro attività istituzionali. Essendo coinvolto per il ruolo di Capogruppo svolto nella precedente legislatura, pur essendo convinto di poter dimostrare la mia totale estraneità ai fatti contestatimi, il mio rigore morale, che ho avuto sempre modo di dimostrare in ogni ruolo finora ricoperto, mi spinge ad assumere un comportamento netto  e chiaro. Tutto ciò in perfetta sintonia con il mio modo di agire e di operare. Sono stato l’unico a restituire in data 25 marzo 2011, in tempi non sospetti, nella qualità di Capogruppo, con bonifici bancari di cui conservo prova documentale, 36.443,43 euro al Consiglio Regionale ed 11.654,50 euro al Gruppo “Autonomia e Diritti”. La mia coscienza mi impone  di rimettere nelle mani del Presidente Oliverio il mandato affidatomi di Vice Presidente con deleghe al Personale, Bilancio e Patrimonio”. 

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