
Rende - E' stata revocata l'ordinanza urgente a salvaguardia della salute pubblica emessa il 10 giugno scorso dal sindaco di Rende per l'emergenza che si era creata in contrada Lecco, dove alcune vasche prosciugate, ma deposito di materiale ligneo della ex Legnochimica, erano stati preda di un incendio, probabilmente doloso, domato solo dopo due giorni. Tutta l'area era stata invasa da un fumo denso e acre, che faceva temere per la salute dei cittadini e dei lavoratori della zona. Alla conferenza dei servizi, tenutasi stamattina in prefettura, a Cosenza, sono arrivati i risultati delle analisi effettuate dall'Arpacal. Dopo la visione dei risultati, giudicati positivi anche da parte dell'Asp, il sindaco di Rende, Marcello Manna, ha ordinato la revoca dell'ordinanza. Nel corso della riunione, alla quale hanno partecipato il capo della Protezione civile regionale, Carlo Tansi, rappresentanti dei vigili del fuoco, della Regione Calabria e dell?Arpacal, e' stato sottolineato come si voglia dare un'accelerazione alla risoluzione di una problematica ambientale che si trascina da anni. Per il 15 giugno Carlo Tansi ha convocato un tavolo tecnico per far partire immediatamente un primo intervento nell'area, in attesa della bonifica definitiva. A proposito di quest'ultima, il sindaco di Rende ha chiesto ufficialmente un incontro urgente al ministro dell'ambiente, anche per chiarire come mai non siano ancora stati stanziati i fondi annunciati dal Cipe.
Prefetto: avviare percorso per soluzione problema
"Mi auguro che il tavolo intorno al quale ci siamo ritrovati stamattina sia quello che segni il momento della svolta". Cosi' il prefetto di Cosenza, Gianfranco Tomao, dopo la riunione nella quale, in prefettura, si sono decisi i primi interventi per l'area della ex Legnochimica, a Rende . "Dopo molte conferenze di servizio, e' il momento di mettersi tutti al lavoro perche' sia avviato un percorso che porti alla risoluzione del problema - ha detto Tomao - e non e' un percorso facile. Abbiamo esaminato due aspetti essenziali: per primo quella dell'emergenza da cui stiamo uscendo, con l'esigenza che si possano evitare altre situazioni di incendio del sito - ha detto Tomao - e ho chiesto un tavolo tecnico per decidere cosa fare perche' non si ripetano altri incendi. Per il momento il sito e' stato allagato, ma tra qualche settimana l'acqua si sara' asciugata e dobbiamo prevenire altri incendi". La soluzione scelta sara', probabilmente, quella di ricoprire le vasche con terra e argilla. "Ma c'e' anche il problema dell'inquinamento, e quindi della bonifica del sito, per il quale sara' aperto un ulteriore tavolo dal quale deve uscire fuori il progetto di bonifica, - ha precisato Tomao - che sara' sottoposto alle istituzioni competenti per il suo finanziamento. Preciso anche che la Legnochimica e' in fallimento e c'e' un curatore, ma quello su cui stiamo ragionando non implica la sua esclusione dalla partecipazione anche alle spese - ha detto Tomao - e poi sottolineo che tutte queste operazioni devono essere effettuate sotto la direzione della procura della Repubblica, visto che il sito e' attualmente sotto sequestro"
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