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Cosenza - I carabinieri del Nas hanno arrestato a Cosenza il titolare di una farmacia, che è stata sequestrata, ed il presidente di una squadra dilettantistica di ciclismo, con l'accusa di commercializzazione illecita di farmaci dopanti e truffa ai danni del Servizio sanitario nazionale per un ammontare di 700 mila euro. Gli arresti - entrambi ai domiciliari - ed il sequestro sono stati fatti in esecuzione di un'ordinanza emessa dal Gip di Cosenza su richiesta della Procura della Repubblica. Nell'inchiesta che ha portato agli arresti sono indagate altre cinque persone. L'accusa per tutti è di avere messo in commercio, attraverso canali illeciti, farmaci dopanti destinati ai ciclisti della squadra coinvolta nell'inchiesta.

Tra gli indagati, secondo quanto si é appreso, c'è un medico di base, fratello del farmacista arrestato, a cui secondo le indagini risalgono i ricettari con cui venivano prelevati i farmaci. Indagati anche una dipendente della farmacia sequestrata, accusata di esercizio abusivo della professione sanitaria, non essendo risultata in possesso dei titoli necessari per esercitare all'interno della farmacia, e tre ciclisti della squadra dilettantistica, che avrebbero acquistato e utilizzato illecitamente i farmaci dopanti. Il Gip, sempre su richiesta della Procura, ha disposto il sequestro preventivo, oltre che della farmacia, di 734 mila euro, somma equivalente all'ammontare della presunta truffa che sarebbe stata perpetrata ai danni del Servizio sanitario nazionale. L'operazione è stata condotta dai carabinieri del Nas di Cosenza, in collaborazione con i militari dell'Arma del comando provinciale.

Procuratore Cosenza: "Emersi dati sconfortanti fenomeno"

"Le indagini sono state lunghe e sono state portate avanti con particolare attenzione, perché si trattava di accertare in termini di assoluta certezza la condotta degli indagati. Da questo quadro emergono dati abbastanza sconfortanti, infatti per mero lucro si alimenta un circuito che è quello del doping dilettantistico". Lo ha detto il Procuratore della Repubblica di Cosenza, Mario Spagnuolo parlando con i giornalisti a margine della conferenza stampa indetta a seguito dell'arresto di un farmacista Antonio Verre, 63 anni, e del presidente di un associazione sportiva dilettantistica di ciclismo di 67 anni, Aldo Tarditi. Verre e Tarditi sono accusati di aver messo in commercio attraverso canali illeciti farmaci dopanti destinati ai ciclisti dell'associazione. Le indagini hanno evidenziato responsabilità a carico di altre cinque persone indagate in stato di libertà. "L'ansia da prestazione - ha proseguito il Procuratore Spagnuolo - attanaglia anche chi fa sport per diletto, che pur di emergere e vincere finisce per doparsi.

Quindi, c'è una domanda di materiale dopante e a questo punto c'è l'offerta, che viene posta in essere da professionisti che di certo non hanno bisogno di soldi, perché vivono agiatamente. Alla base vi è un giro di false ricette, che consentivano al farmacista di caricare sul servizio sanitario nazionale questi farmaci, che tra l'altro costano molto, e successivamente venivano passati al presidente della squadra ciclista che sostanzialmente alimentava questo circuito, e fungeva sostanzialmente da pusher. Questa persona è recidiva, già in passato era stato sottoposto a procedimento penale, ma ha reiterato il proprio comportamento. La Procura di Cosenza intende perseguire nei termini più rigidi questi fenomeni, che danneggiano gli assuntori di queste sostanze, ma anche tutto il sistema e i contribuenti". "Uno degli sportivi - ha poi spiegato il Procuratore aggiunto Marisa Manzini - e assuntore di questi farmaci, abbiamo accertato essere stato squalificato da una gara sportiva a Catania. Il nostro sospetto è che il traffico di farmaci dopanti sia più ampio di quello che abbiamo scoperto finora".

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